Tragedia del Brentei «Camminiamo con quel ricordo»
Giovedì 17 la messa a Nostra Signora di Lourdes, domenica alla parrocchia del rifugio
Elisabetta Paraboschi
|7 mesi fa

Parla di tragedia ma anche di consolazione don Giuseppe Lusignani, parroco di Nostra Signora di Lourdes. La sua omelia è un ideale abbraccio ai familiari e agli amici di Carla Acerbi, Cinzia Ballestri, Francesco Boselli, Matteo Ferdenzi, Michele Ferrari, Andrea Rubbino e del seminarista Nuccio Sebastiano Malaponti. Sono trascorsi 34 anni da quando, su al Brentei in Trentino, una semplice passeggiata in montagna si trasformò in tragedia: era il 17 luglio del 1991 quando il gruppo fu investito da una scarica di ghiaccio e roccia. Oggi proprio in quel punto del sentiero c’è una piccola targa che riporta i nomi delle giovani vittime: domenica una messa sarà celebrata da don Lusignani alla parrocchia del rifugio, ma come sempre la celebrazione nel giorno dell’anniversario è nella chiesa di Nostra signora di Lourdes a Piacenza.
«Questo è un momento che vuole portare speranza e consolazione spiega don Lusignani - noi siamo qui con un ricordo che ci porta tristezza per qualcosa difficile da accettare ma in cui dobbiamo camminare. Dobbiamo fare i conti con ciò che appartiene alla tragedia ma anche alla consolazione che da lì può nascere». Questo rappresenta la celebrazione a Piacenza e poi al Brentei: un’occasione «per salire va avanti il sacerdote - e salire vuol dire guardare in alto, verso il cielo e scoprire e imparare quello che ci è sconosciuto; scoprire e imparare che il cielo ha qualcosa da dirti; scoprire e imparare che non siamo soli, ma c’è qualcuno che ci accompagna. E questo dà speranza perché ci ritroveremo tutti insieme, anche con i ragazzi che 34 anni fa non hanno smarrito la strada, l’hanno ritrovata». Il sole tramonta illuminando la vetrata della chiesa: il canto finale che chiude la messa recita “resta qui con noi”. È una preghiera che i presenti, 34 anni fa, hanno rivolto ai loro ragazzi: oggi però, nel ricordo, possono avere la certezza che una parte di questi giovani continua a restare viva, qui dove partirono per una gita e su al Brentei dove guardarono il cielo.
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