Yahya non ce l'ha fatta: famiglia e comunità distrutte dal dolore
All'ospedale di Padova dichiarata la morte del piccolo di Cortemaggiore
Valentina Paderni
|2 ore fa

Il Nuovo Ospedale Pediatrico di Padova dove era ricoverato il bambino
Il piccolo Yahya non ce l’ha fatta. Ieri pomeriggio all’ospedale di Padova è stata dichiarata la morte del bimbo di tre anni di Cortemaggiore investito da un'auto nel Trevigiano. La famiglia Mohammadi è distrutta dal dolore. La comunità magiostrina è chiusa in un silenzio di rispetto e partecipazione emotiva.
E’ bastato un attimo, una fatalità, per interrompere per sempre la vita di un bellissimo bimbo, pieno di energia, dagli occhi neri e profondi. Fuggito al controllo della mamma che lo teneva per mano, Yahya è stato investito da un’auto in corsa a Ciano, frazione del comune di Crocetta del Montello, in provincia di Treviso. Stavano tornando dal parco giochi. I fratelli maggiori passeggiavano davanti a lui e lui li seguiva, con il suo corto ma svelto passo. Poi, improvvisamente è stato sbalzato via, l’urto contro la vettura e il conseguente impatto sull’asfalto sono stati letali. I soccorritori prima e il personale medico poi dell’ospedale di Padova dove è stato ricoverato hanno fatto tutto il possibile. Yahya però non ha mai ripreso conoscenza. Il suo cervello, dal momento dello schianto, non ha più dato segnali di attività. Ieri, anche il cuoricino ha smesso di battere.

Il piccolo, assieme alla mamma, alle due sorelle e ai due fratelli, era in vacanza ospite dei nonni materni. Sarebbero dovuti rientrare nel piacentino il giorno dopo l’incidente. Il papà, dipendente dell’azienda agricola dell’imprenditore Marco Crotti, stava andando a recuperare la famiglia proprio quando è accaduta la tragedia. Il 42enne, di origine marocchina, vive stabilmente a Cortemaggiore da quando ha 18 anni. Pochi giorni fa ha acquisito la cittadinanza italiana, estesa automaticamente ai cinque figli minorenni.
Crotti, presidente di Terrepadane, ieri si è precipitato a Padova per stare accanto alla famiglia. Era là con loro quando è stato dichiarato il decesso. «Era un bimbo dolcissimo - commenta commosso -. Prima di partire per le vacanze è passato a salutare mia mamma, chiedendo come sempre un ovetto di cioccolato. Un bimbo stupendo. Siamo tutti sconvolti. C’è poco da dire. In questa situazione di disgrazia non si ha lucidità, c’è solo disperazione. Perdere un figlio è una delle cose più atroci che possano accadere. Non so nemmeno come sia possibile dare conforto».

