Intervento antisismico, chiude la basilica di Cortemaggiore
Ingenti lavori dalla prossima settimana per oltre due milioni di euro con i fondi del Pnrr, messe e funerali cambiano sede
Valentina Paderni
|8 mesi fa

Il parroco don Chiapparoli davanti al cantiere della basilica - © Libertà/Valentina Paderni
L’area di cantiere è stata disegnata. Dalla prossima settimana inizieranno ad installare anche impalcature e gru. La basilica di Santa Maria delle Grazie a Cortemaggiore si prepara ad essere “curata”. L’intervento di miglioramento sismico è realizzato con i fondi europei del Pnrr per un importo complessivo di 2,2milioni di euro. Dopo tre anni (era il 7 giugno 2022) dal decreto emesso dal Ministero della cultura che assegnava risorse e definiva gli interventi ammessi al piano di “Recovery art”, si è giunti all’avvio lavori.
La squadra di tecnici che supervisiona e coordina il tutto è costituita dal progettista e direttore dei lavori, l’architetto Fiorenzo Barbieri, dal progettista strutturalista, l’ingegner Paolo Landini, dal coordinatore della fase esecutiva, l’architetto Matteo Citterio, e dal responsabile del procedimento, l’architetto Loredana Mazzocchi. L’impresa che eseguirà i lavori è la piacentina Edilstrade Building. Che dovrà garantire un’assidua e costante presenza per far sì che i lavori si concludano entro il 31 dicembre 2025, termine ultimo imposto dalla normativa per riuscire ad ottenere il finanziamento europeo.
Da oggi, lunedì , la basilica (la sola in tutta la Valdarda, eretta nel 2008 da papa Benedetto XVI) sarà chiusa a tutti i fedeli, fino ad intervento concluso. La celebrazione prefestiva del sabato alle 18.30 e quelle della domenica (alle 8.30 e alle 11) così come i funerali, avranno luogo nella chiesa dei frati, intitolata alla Santissima Annunziata (già a partire da oggi e domani), mentre nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì alle 18.30, si celebrerà la messa nella chiesa di San Lorenzo.
Si punta a salvaguardare la struttura dell’edificio «che non è solo un tempio religioso ma un bene storico-artistico - sottolinea il parroco, don Paolo Chiapparoli -. L’aver ottenuto un finanziamento europeo dimostra la volontà di valorizzare un monumento, patrimonio della nostra comunità e del nostro Paese, su cui lo Stato esercita un “possesso” implicito avendo scelto di tutelarlo». Nel concreto - è stato spiegato - tetto e sottotetto saranno “ingabbiati” con armature, le colonne interne saranno ancorate a livello dei capitelli e si andrà a mettere in sicurezza anche la cupola del campanile andando a ripristinarne la croce sulla sommità.
Si agisce per prevenire gli ingenti danni causati ad esempio dal sisma emiliano-romagnolo del 2012. «Ci tengo - interviene il sacerdote - a ringraziare l’architetto della Diocesi, Manuel Ferrari, direttore dell’ufficio per i beni culturali ecclesiastici per le energie profuse sul progetto e la Soprintendenza per la collaborazione positiva che c’è stata dando precise indicazioni su come intervenire correttamente». Poi un pensiero è rivolto a fedeli e cittadini: «So che si avvertiranno disagi, tra i rumori del cantiere e l’impossibilità per chi è abituato a pregare nell’intimità spirituale della chiesa ad avere a disposizione uno spazio in cui farlo. Faremo fatica, chiedo di portare pazienza, ma questo progetto è davvero importante ed essere riusciti ad ottenere il finanziamento è un’occasione più unica che rara».
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