Bentornati, settembre è pieno di buoni propositi...

Per me è un po’ come gennaio e tutte le cose che ho rimandato sono lì che mi guardano: lavatrici da fare, palestra, routine di lavoro

Anna Morando
|1 ora fa
Il rientro dalle vacanze e la ripresa della routine quotidiana© ANSA
Il rientro dalle vacanze e la ripresa della routine quotidiana© ANSA
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Bentornati cari amici lettori, ormai siamo agli sgoccioli di un’estate così calda che per bollire l’acqua bastava metterla sul balcone per 5 minuti, e la pasta era pronta.
Settembre è un mese particolare: magico, nostalgico ma anche pieno di buoni propositi. Eh sì perchè, non so voi, ma lo vivo un po’ come gennaio, e adesso tutte le cose che ho rimandato a settembre sono lì che mi guardano di sbieco dallo stipite della porta, aspettando il loro momento per entrare in campo. La palestra in primis, che mi fissa con disdegno dopo mesi di procrastinazione.
Ma alla fine, qualcuno fa davvero qualcosa che si era ripromesso? Forse duriamo una settimana, e poi torniamo alle solite vecchie abitudini e routine di lavoro e vita quotidiana.
Lo stress per noi millennials inizia quando mancano pochi giorni alla fine delle ferie, con un unico pensiero fisso in testa: dovrò fare mille lavatrici quando torno.
E la magia delle ferie, piano piano scema via, calcolando mentalmente quanto sbatti vivremo appena mettiamo piede in casa. Non solo le lavatrici, ma chissà quanta polvere ci sarà, l’aspirapolvere da fare, il frigo che al suo interno ha tentato eroicamente di tenere in vita un pomodoro dimenticato, che a una certa ha deciso di partire pure lui per le vacanze, volando a Honolulu.
E la valigia? Quella valigia che appena tornati alcuni giurano di disfare subito, ma che puntualmente diventerà un soprammobile fino a Natale, con la dignità del comodino preso all’ikea.
Per chi ha figli si avvicina il fatidico momento del rientro all’asilo o a scuola, con orari incastrati meglio del CEO di una multinazionale. E il momento peggiore sta nel mezzo: tra quando rientri e quando i bambini ricominciano. Un limbo che attualmente non vivo, ma che vedo vivere a tanti coetanei.
Quando ero piccola avevo un rapporto di “odi et amo”, non vedevo l’ora di vedere gli amici della scuola o università, ma non avevo voglia di ricominciare a studiare. Ora la storia e sempre la stessa, solo che al posto della scuola c’è il lavoro, i colleghi, con cui fingi interesse per le vacanze che hanno fatto ma di cui in realtà non ti frega proprio nulla.
I peggiori sono quelli che tirano fuori il telefono per mostrati le 2000 foto fatte durante le ferie, di cui l’80% tutte uguali. E mentre tu sbadigli tra un racconto e l’altro, stai solo pensando a come prendere il prossimo caffè senza nessuno nel raggio di 30 km.
E così, sul filo di lana tra l’ultimo spritz in riva al mare e la prima riunione con la sveglia alle 6, siamo di nuovo qui. Tra un carico di lavatrici e un proposito che durerà da natale a santo Stefano, ci prepariamo ad affrontare il nostro personale settembre nero, armati solo di due cose: la playlist di Spotify che ci da la carica, o almeno ci prova, e la certezza che comunque ce la caveremo, come abbiamo sempre fatto.
E se proprio dobbiamo avere dei buoni propositi per il prossimo settembre, ricordiamoci di non lasciare niente che si possa decomporre nel frigorifero, in fondo quel pomodoro non ci ha fatto nulla di male!
Bentornati, e buon rientro a tutti, anche se “buono” è una parola grossa.