Ci rivediamo in settembre, intanto il caldo non dà tregua
Questa rubrica va in vacanza. Noi intanto si va ai matrimoni di amici che decidono di sposarsi in location che sembrano il deserto del Sahara
Anna Morando
|1 ora fa

I tradizionali fuochi d'artificio di Ferragosto © ANSA
Bentornati cari amici lettori, tra chi riesce a farsi un tuffo e chi, dopo l’ennesima notte insonne, ha deciso che l’anno prossimo si trasferirà in Islanda da Maggio a ottobre, siamo giunti a un momento cruciale del periodo estivo.
Luglio e agosto, sono mesi mistici, in cui il millennial medio tenta di mantenere una parvenza di vita normale, ma arriva a sera così stremato che arriva quella vocina interiore che prende sempre più volume: vabbè, ormai comincio a settembre.
Un grande classico e direi non solo di noi millennials, ma un po’ di tutta la popolazione mondiale.
Settembre diventa un po’ come gennaio: ricominciano i buoni propositi, le app, la lista di nuove abitudini sane. Dentro sappiamo già che dopo 10 giorni ritorneremo a mangiare gelato alle undici di sera pensando “Vabbè ormai comincio lunedì”.
Ma ci sentiamo giustificati nel prenderci una pausa da tutto ciò che proviamo a mantenere in equilibrio (precario) tutto l’anno : alimentazione, sport, vita sociale, serie tv, libri.
Il motivo? Fa caldo. Le due parole più usate per giustificare qualsiasi cosa non abbiamo voglia di fare nei mesi estivi.
Perchè sei nervosa? Ho caldo.
Perchè non hai cucinato e hai ordinato delivery? Ho caldo.
Perchè non hai pulito casa? Indovinate.
E, non so voi, ma ogni anno sembra sempre peggio. Ripenso a quelle estati da bambina e adolescente, aspettavo giugno come se fosse Natele. Probabilmente non era la stagione, era solo che non facevamo veramente niente tutto il giorno.
Le uniche responsabilità erano mettersi la crema e tornare subito a casa quando i genitori iniziavano a sbraitare che era tropo tardi e dovevamo rientrare.
Ricordo con nostalgia quei momenti.
Ora le nostre estati sono fatte di ore e ore di lavoro, aria condizionata che ci fa venire mal di gola, cervicale, e matrimoni di persone che decidono di sposarsi proprio quando Caronte ha deciso di trasformare la location nel deserto del Sahara.
Così ti ritrovi seduto al tavolo, elegante, a sudare come se fossi dentro una sauna e con un calice di vino ormai bollente in mano mentre pensi “Ma davvero aprile vi faceva così schifo”?
Vuoi bene agli sposi ovviamente, ma siamo onesti, l’abbiamo pensato tutti almeno una volta.
E poi arriva lui, il gruppo whatsapp creato a inizio agosto dal titolo “Ferragosto 2026”.
Creato dall’amico che organizza le vacanze come se fosse il G7.
E lì vorremmo davvero sotterrarci. Ormai gli amici hanno uno o due figli a testa, con correlati passeggini, seggiolini, pappe, sonnellini e orari da rispettare. (E per i figli degli amici che diventano un po' anche tuoi nipoti, accetti tutto questo). Organizzare qualcosa diventa come lo sbarco in Normandia.
Tu nel frattempo sei diventata una persona semplice: ti basta un prosecchino vista tramonto, una leggera brezza e sei felice così.
Da buona millennial, quindi, rimando tutto a settembre, compresa la nostra rubrica che si prende una pausa estiva per ricaricare le batterie e tornare con nuove idee e argomenti di cui lamentarci tutti insieme in autunno.
Perchè si sa, siamo dei mugugnoni, ci piace lamentarci. E no, non vuol dire che voglio una soluzione. Voglio solo lamentarmi!
Ci vediamo a settembre cari amici lettori, vi auguro tanti spritz con i piedi nella sabbia, qualche amore estivo (che sappiamo già non arriverà mai) e tante parole crociate all’ombra del vostro ombrellone.
A settembre ricominciamo, o almeno, ci proveremo.
Luglio e agosto, sono mesi mistici, in cui il millennial medio tenta di mantenere una parvenza di vita normale, ma arriva a sera così stremato che arriva quella vocina interiore che prende sempre più volume: vabbè, ormai comincio a settembre.
Un grande classico e direi non solo di noi millennials, ma un po’ di tutta la popolazione mondiale.
Settembre diventa un po’ come gennaio: ricominciano i buoni propositi, le app, la lista di nuove abitudini sane. Dentro sappiamo già che dopo 10 giorni ritorneremo a mangiare gelato alle undici di sera pensando “Vabbè ormai comincio lunedì”.
Ma ci sentiamo giustificati nel prenderci una pausa da tutto ciò che proviamo a mantenere in equilibrio (precario) tutto l’anno : alimentazione, sport, vita sociale, serie tv, libri.
Il motivo? Fa caldo. Le due parole più usate per giustificare qualsiasi cosa non abbiamo voglia di fare nei mesi estivi.
Perchè sei nervosa? Ho caldo.
Perchè non hai cucinato e hai ordinato delivery? Ho caldo.
Perchè non hai pulito casa? Indovinate.
E, non so voi, ma ogni anno sembra sempre peggio. Ripenso a quelle estati da bambina e adolescente, aspettavo giugno come se fosse Natele. Probabilmente non era la stagione, era solo che non facevamo veramente niente tutto il giorno.
Le uniche responsabilità erano mettersi la crema e tornare subito a casa quando i genitori iniziavano a sbraitare che era tropo tardi e dovevamo rientrare.
Ricordo con nostalgia quei momenti.
Ora le nostre estati sono fatte di ore e ore di lavoro, aria condizionata che ci fa venire mal di gola, cervicale, e matrimoni di persone che decidono di sposarsi proprio quando Caronte ha deciso di trasformare la location nel deserto del Sahara.
Così ti ritrovi seduto al tavolo, elegante, a sudare come se fossi dentro una sauna e con un calice di vino ormai bollente in mano mentre pensi “Ma davvero aprile vi faceva così schifo”?
Vuoi bene agli sposi ovviamente, ma siamo onesti, l’abbiamo pensato tutti almeno una volta.
E poi arriva lui, il gruppo whatsapp creato a inizio agosto dal titolo “Ferragosto 2026”.
Creato dall’amico che organizza le vacanze come se fosse il G7.
E lì vorremmo davvero sotterrarci. Ormai gli amici hanno uno o due figli a testa, con correlati passeggini, seggiolini, pappe, sonnellini e orari da rispettare. (E per i figli degli amici che diventano un po' anche tuoi nipoti, accetti tutto questo). Organizzare qualcosa diventa come lo sbarco in Normandia.
Tu nel frattempo sei diventata una persona semplice: ti basta un prosecchino vista tramonto, una leggera brezza e sei felice così.
Da buona millennial, quindi, rimando tutto a settembre, compresa la nostra rubrica che si prende una pausa estiva per ricaricare le batterie e tornare con nuove idee e argomenti di cui lamentarci tutti insieme in autunno.
Perchè si sa, siamo dei mugugnoni, ci piace lamentarci. E no, non vuol dire che voglio una soluzione. Voglio solo lamentarmi!
Ci vediamo a settembre cari amici lettori, vi auguro tanti spritz con i piedi nella sabbia, qualche amore estivo (che sappiamo già non arriverà mai) e tante parole crociate all’ombra del vostro ombrellone.
A settembre ricominciamo, o almeno, ci proveremo.

