«Comunicare la sostenibilità in modo nuovo»

Nasce il Piacenza Climate Fest sabato 27 giugno dalle ore 16.30 a Palazzo Ghizzoni Nasalli

Leonardo Chiavarini
|2 ore fa
Da sinistra, Luigi Centenaro e Augusto Fornasari - © Libertà/Leonardo Chiavarini
Da sinistra, Luigi Centenaro e Augusto Fornasari - © Libertà/Leonardo Chiavarini
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Parlare di sostenibilità e farlo in modo semplice, diverso e, perché no, anche divertente. La nostra città si prepara ad accogliere un nuovissimo appuntamento green dedicato all’ambiente, alle persone e al futuro del pianeta. Questo sabato, a Palazzo Ghizzoni Nasalli, con ingresso libero e gratuito dalle ore 16.30, prenderà il via la prima edizione del “Piacenza Climate fest”. Il progetto ha un’anima giovane. È infatti promosso da Piacenza Climate Collective e realizzato nell’ambito del Bando comunale “Piacenza 2030 – Giovane città futura”, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Fondo Nazionale Politiche giovanili – Giovani evoluti e consapevoli (Geco14). Tra i vari obiettivi, “Piacenza Climate fest” punta a divulgare le tematiche green, incuriosendo e cercando di smontare tecnicismi troppo astrusi e anche qualche stereotipo. Tre gli ospiti impegnati nei talk: Luca Romano, creator e divulgatore noto su web e social come l’Avvocato dell’atomo; Mariangela Spezia, vicepresidente di Confindustria Piacenza e Ceo di Ecopackaging s.r.l; Gurpreet Singh, dottore magistrale in management della sostenibilità. Inoltre, l’evento si distingue grazie a un moderatore frizzante e fuori dagli schemi: il creator e social media manager, Luigi Centenaro. Per conoscere meglio l’iniziativa, in pieno stile “Green Future”, abbiamo dialogato con Augusto Fornasari, che, insieme a Silvia Prazzoli e Rocco Marra, ha fondato il gruppo informale Piacenza Climate Collective, sviluppando poi il festival.
DALLA CATTOLICA A UN CLIMATE FEST
L’idea dell’evento è anche una conseguenza del percorso accademico di Fornasari, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. «La sostenibilità – racconta – è qualcosa a cui mi sono appassionato durante gli anni universitari. Ho, infatti, conseguito una laurea magistrale in Management della sostenibilità, presso la Cattolica. All’inizio – spiega – ho scelto il corso, perché incentrato su un tema in forte crescita. Ma, col tempo, ho acquisito sempre più competenze che mi hanno permesso di capire quanto la sostenibilità sia innanzitutto uno strumento in grado di generare valore per le persone. In sostanza, sarebbe corretto parlare di sostenibilità ambientale e anche di sostenibilità sociale. Due valori che devono andare di pari passo per il benessere delle comunità». Per la candidatura del progetto al bando Piacenza 2030, è stata fondamentale l’intuizione del professor Francesco Timpano della Facoltà di economia (Unicatt). «Ci ha suggerito di candidarci – spiega Fornasari –. Da lui e dal professor Riccardo Torelli non sono mai venuti meno il sostegno e l’interessamento anche al termine del percorso accademico».
COME UN “FILTRO”
L’evento nasce con due intenzioni principali: divulgare e aggregare. «L’ambizione – dice Fornasari – sarebbe quella di rendere il Climate fest un appuntamento fisso, in cui, una volta all’anno, ci si ritrova per parlare di sostenibilità e di come essa cambi nel tempo. Ci piacerebbe mettere Piacenza sulla mappa di tutti gli appassionati al tema – continua – ma il nostro primo obiettivo è creare un filtro tra la complessità apparente di questi argomenti e la fruibilità degli stessi». La volontà del collettivo è semplificare, divertendo, ma senza banalizzare, in virtù di una vera e propria apertura democratica. «Ci piacerebbe – spiega Fornasari – che sostenibilità, ambiente e futuro non fossero argomenti legati solo a conferenze e a seminari specialistici. E riteniamo che, con la giusta dose di creatività, affrontare questi temi possa essere alla portata di tutti».
La locandina del Piacenza Climate fest
La locandina del Piacenza Climate fest
IL MOOD DEL CURIOSO
Ok, l’obiettivo è divulgare senza annoiare. Ma, come farlo? Seguendo quale ricetta? Climate collective ha pensato di puntare su un’interpretazione un po’ diversa del ruolo del moderatore. «Luigi Centenaro vestirà i panni di un curioso – racconta Augusto Fornasari –. Non si porrà come una persona informata, che sa già tutto, ma cercherà di fare le domande che farebbe una persona che non conosce gli argomenti e che vorrebbe approcciarli da zero. Per esempio, pensiamo alla governance – continua Fornasari – è un argomento importante, nominato spesso, ma per il quale non è scontato riuscire a creare un ponte efficace tra l’esperto e chi vorrebbe imparare. Noi ci proveremo». Parlando con Augusto, il tema della comunicazione emerge forte e, è il caso dirlo, certe volte ci si accorge di quanto la forma conti al punto da diventare sostanza. «Una comunicazione inadeguata allontana o, peggio, genera pericolosi stereotipi – spiega –. Un esempio? Pensiamo ai tappi di plastica oggi utilizzati in Europa. Molti hanno finito per detestarli, ma, se le persone avessero davvero contezza dell’impatto concreto e positivo di questa soluzione probabilmente li utilizzerebbero con maggiore serenità. Credo addirittura – conclude – che l’antipatia verso questi tappi non sarebbe nemmeno sorta se il modo di comunicare il tema non fosse rimasto indietro di cent’anni. In generale, serve accorciare i gradi di separazione tra tematiche green e persone».
LA SCALETTA DELL’EVENTO
Entriamo nel vivo, anticipando ospiti e argomenti. Palazzo Ghizzoni Nasalli aprirà alle ore 16.30 e in giardino sarà possibile trovare banchetti con enti e onlus, oltre a cooperative sociali e realtà vicine ai temi ambientali. Poi, dalle 18 si parte con il talk. «La sua struttura richiama il concetto di ESG – spiega Fornasari – ovvero Environmental, Social e Governance. Per primo, parlerà Luca Romano, l’Avvocato dell’atomo, professore e divulgatore di temi sul nucleare, che, negli ultimi anni, è riuscito a coniugare competenze accademiche e capacità comunicative che gli hanno permesso di raggiungere moltissime persone. Poi – continua – a parlare di Governance ci sarà Mariangela Spezia, vicepresidente di Confindustria Pc e Ceo di Ecopackaging s.r.l. In questo momento, il tema più caldo in merito alla governance è l’imprenditorialità femminile. Abbiamo scelto così di invitare a parlarne un’eccellenza del territorio piacentino. Infine – conclude Fornasari – spetterà a Gurpreet Singh, dottore magistrale in Management della sostenibilità, parlare di sostenibilità sociale. Durante il suo eccellente percorso accademico, Singh ha fatto della sua cultura Sikh, molto legata ai bovini e al latte, un tema di studio e approfondimento. Ci parlerà di come le scelte legate alla multiculturalità possano generare valore per le comunità». 
OCCASIONE PER FARE RETE
«Il Climate fest vuole essere un’infarinatura generale sulle tematiche della sostenibilità – dice Fornasari – ma relatori ed esperti non mancheranno di rispondere a curiosità del pubblico più legate al territorio». Oltre alla divulgazione, c’è poi sempre l’aspetto primario dell’incontro tra persone. «Il Climate fest è un’occasione in più per fare rete tra le varie realtà legate alla sostenibilità del territorio – conclude –. In generale, ci piacerebbe che ogni partecipante tornasse a casa con qualche idea in più, un contatto e, perché no, una nuova amicizia, nata nel segno di un comune interesse per questi temi».