Cozy Stickerville, un villaggio da costruire un adesivo alla volta

Un gioco cooperativo e gentile, pensato per far nascere una storia condivisa anche con i più piccoli

Carlo Chericoni
|7 ore fa
Gli Sticker- © Libertà/Carlo Chericoni
Gli Sticker- © Libertà/Carlo Chericoni
2 MIN DI LETTURA
In inglese, «cozy» è un termine molto evocativo: significa accogliente, confortevole, intimo. Fa pensare subito a una coperta sulle ginocchia, a una tazza calda tra le mani, a un luogo in cui sentirsi al sicuro. Nel mondo dei giochi da tavolo questa parola viene usata per indicare esperienze gentili, rilassate, prive di aggressività, in cui l’obiettivo non è tanto battere qualcuno, quanto condividere un momento piacevole, sereno e distensivo.
Cozy Stickerville incarna alla perfezione questa filosofia in quanto ogni elemento del gioco è pensato per trasmettere proprio quella sensazione. Non c’è una corsa contro gli avversari, non c’è qualcuno da eliminare, non c’è neppure un vero modo di perdere. C’è invece un villaggio che prende forma poco a poco, partita dopo partita, attraverso le decisioni dei giocatori e le piccole storie che nascono al tavolo. Ogni adesivo applicato sulla mappa, che sia una casa, una strada, un albero o un personaggio, diventa una traccia visibile di quel percorso condiviso.
La struttura è molto semplice
. I partecipanti collaborano lungo un arco di dieci anni, ciascuno dei quali corrisponde a una sessione di gioco articolata in una serie di turni divisi tra mattino e pomeriggio. Nella prima fase si pesca una carta evento e la si legge ad alta voce: può proporre una situazione a scelta multipla oppure introdurre nuove azioni da svolgere. Nella seconda, invece, si compie un’azione vera e propria, come raccogliere risorse, costruire nuove strutture, sbloccare una carta o consultare un evento nel Libro della Storia. Tutto procede con un ritmo morbido, ma non per questo privo di conseguenze. Le decisioni prese possono infatti aumentare il livello di felicità del villaggio, oppure irritare alcuni abitanti. Aiutare un personaggio o lasciar perdere? Spendere una risorsa subito o conservarla per dopo? Costruire una casa per un abitante oppure per un altro? Sono scelte leggere, mai punitive, ma sufficienti a dare alla partita una direzione precisa. Non c’è la tensione classica legata alla paura di fare scelte sbagliate, bensì quella più sottile di capire quale forma dare al villaggio che si sta costruendo insieme. È una differenza importante, perché sposta l’attenzione dal risultato alla responsabilità condivisa.
Le carte
Le carte
Gli adesivi, capaci di evocare una certa nostalgia nella generazione cresciuta con gli Attacca & Stacca e i Trasferelli, non sono soltanto un espediente per attirare l’attenzione del pubblico, ma uno degli elementi che definiscono con più forza l’atmosfera del gioco, perché rendono le scelte permanenti. Applicare una fattoria, una casa o un nuovo abitante non significa semplicemente aggiungere un componente al tabellone di gioco: significa dichiarare che da quel momento esiste davvero dentro il mondo che si sta costruendo insieme.
Il gioco
Il gioco

Naturalmente non bisogna aspettarsi un titolo strategico nel senso tradizionale. Chi cerca calcolo duro, competizione e ottimizzazione serrata potrebbe trovarlo troppo morbido, quasi più vicino a un’attività narrativa condivisa che a un gioco da tavolo classico. Ma è anche il suo punto di forza. Cozy Stickerville funziona perché abbassa la soglia d’ingresso e lascia spazio alla conversazione: si discute, si consiglia, si ride davanti a un imprevisto, ci si affeziona a un personaggio comparso magari per caso. Per questo può essere un ottimo ponte verso i giocatori più giovani. I bambini non devono per forza padroneggiare complesse strategie per sentirsi parte della partita: possono scegliere dove mettere un adesivo, proporre quale edificio costruire, decidere quale abitante accogliere, immaginare che cosa succederà dopo. Se i più piccoli non leggono ancora con sicurezza, basta che un adulto faccia da narratore, lasciando comunque a loro una parte attiva nelle decisioni.
La bellezza di Cozy Stickerville sta proprio in questa capacità di far sentire tutti coinvolti senza mettere nessuno sotto pressione. Non chiede di essere esperti, non pretende concentrazione assoluta, non divide il tavolo tra bravi e meno bravi. Invita piuttosto a sedersi insieme e costruire qualcosa, un pezzetto alla volta, accettando che ogni scelta lasci un segno. E quando, dopo qualche partita, la mappa comincia a riempirsi di case, strade, campi e volti familiari, ci si accorge che il vero premio non è un punteggio finale, ma quel piccolo villaggio impossibile da confondere con qualunque altro. Perché è il proprio. O meglio, è quello che si è scelto di far nascere insieme.