Frattaglie, amore malato e ossessioni proibite: il profondo nero di D’Amato fa ancora paura
L’horror “Buio Omega” arriva in versione integrale e restaurata: il bluray è un’esperienza estrema, solo per veri stomaci forti

Michele Borghi
|1 ora fa

Ci sono film che non si incontrano attraverso i canali ufficiali, ma che ti scelgono per vie sotterranee. Per anni, “Buio Omega” è sfuggito completamente ai miei radar di appassionato. Prima del 1987 non avevo mai visto un trailer in tv, un flano sui giornali o una locandina appesa nel cinema del mio paese, una vivace sala di provincia che pure non si perdeva un horror, proiettato ogni martedì tra un feriale a luce rossa e la seconda visione del weekend. Di quella pellicola maledetta di Joe D’Amato (alias Aristide Massaccesi) conoscevo appena il tema portante della colonna sonora. Pochi mesi prima avevo apprezzato il brano dei Goblin in un’audiocassetta Cinevox acquistata alla stazione Termini, durante una gita scolastica a Roma. La presi soprattutto per “Zombi”, ma quel nastro divenne magico. Tra le varie tracce oscure mi cullò soprattutto il tema di “Sette note in nero”, prima ancora di inciampare nell’omonimo thriller fulciano. Ma il cinema, quello visivo e brutale, era ancora un mistero.
La folgorazione arrivò nel 1987 a Bologna, in via Boldrini, storica strada del noleggio cinematografico. Ad attirarmi fu il manifesto della riedizione ufficiale che, cavalcando il successo commerciale di Sam Raimi, si intitolava “In quella casa... Buio Omega”. Il manifesto puntava su un forte impatto visivo: una spettrale maschera bianca spaccata a metà da cui fuoriuscivano una mano scheletrica insanguinata e un volto urlante, mentre in basso una donna nuda era accovacciata davanti alla sagoma di una sinistra villa gotica. A catturarmi, oltre alla potenza dell’immagine, fu una strategia di marketing tanto scorretta quanto geniale: sul cartellone campeggiava una (falsa) citazione attribuita ad Alfred Hitchcock: “...Solo a pensare a questo film mi sento i brividi addosso...”.

Oggi, l’uscita bluray in versione integrale e restaurata da Rustblade con Mustang restituisce finalmente al collezionismo italiano quello che reputo il miglior horror in assoluto di D’Amato, qui al suo vertice creativo. Il film è stato girato prevalentemente in Trentino-Alto Adige, tra Bressanone e Campo Tures. Una scelta di location insolita, quanto indovinata. Le riprese esterne nella provincia di Bolzano offrono infatti un potentissimo contrasto visivo tra i paesaggi idilliaci alpini e l’orrore malsano della necrofilia che si consuma dentro la villa, dove l’ossessione per il corpo della defunta spezza ogni tabù. Il titolo vanta un cast semplicemente pazzesco. Il protagonista è Kieran Canter, volto angelico e disturbato che ha vissuto una curiosa parabola artistica e personale, recitando anche nel cinema per adulti al fianco di Ilona Staller (nel cult “Carne bollente” di Riccardo Schicchi) e di Moana Pozzi, con cui nacque una storia d’amore anche nella vita reale. Ma “Buio Omega” è soprattutto la splendida Cinzia Monreale, che si sdoppia nel ruolo della fidanzata morta (Anna) e della sorella gemella viva (Elena). Anche se poi a dominare la scena, con un ghigno indimenticabile, è l’immensa Franca Stoppi nei panni della terrificante e morbosa badante Iris.
L’unica cosa che forse avevo letto riguardava la famigerata sequenza dello svuotamento delle interiora per l’imbalsamazione con tanto di morso al cuore. Una scena allucinante resa possibile da effetti speciali totalmente artigianali. La produzione acquistò chili di carne e frattaglie animali fresche direttamente da una macelleria situata sotto l’edificio in cui stavano girando a Roma. Gli effetti vennero realizzati costruendo un mezzo busto finto della vittima dotato di una cavità interna. Prima di ogni ciak, lo spazio veniva riempito con le budella, il fegato e litri di sangue finto, permettendo a Kieran Canter di affondare le mani a pieno schermo con un realismo disturbante, superiore persino alla celebre scena dello strappo delle unghie. Bannato all’estero, pesantemente censurato e totalmente invedibile in televisione, il cult di D’Amato ha girato il mondo con i titoli più disparati, da “Beyond the Darkness” a “Buried Alive”. Questa edizione in hd dimostra che quel cinema artigianale, sporco e coraggioso, sa fare ancora paura. A distanza di anni, basta premere “play” del lettore bluray del salotto per accorgersi che il buio profondo non si è mai prosciugato.
Leggi anche

