Il nuovo aperitivo si prende in farmacia e siamo tutti in cerca della melatonina

Con l’avvicinarsi della stagione fredda ecco che irrompe il raffreddore, ma il vero problema per noi è soprattutto di carattere ansioso

Anna Morando
|1 ora fa
Una farmacia © ANSA
Una farmacia © ANSA
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Bentornati cari amici lettori, mentre questo autunno non sembra ancora autunnale a dovere, teoricamente si avvicina la stagione fredda, quella in cui si alternano momenti di benessere ad altri di raffreddori, malanni e acciacchi che ci trasformano in animali casalinghi circondati da fazzoletti di carta usati e coperte che arrivano fin sopra alla testa. Per cui oggi voglio parlare di un rito di passaggio silenzioso e quasi subdolo, quello che segna il vero ingresso nell’età adulta: il momento in inizi a frequentare più la farmacia sotto casa, conoscendo il nome di tutti i farmacisti, che del bar dove fino a qualche anno fa avevano un tavolo riservato solo per te.
Il tutto inizia sempre con la scoperta del magnesio e del potassio. Un giorno, qualcuno, un collega, un’amica, un post su Instagram scritto da qualche guru del benessere, ti dice che i sali minerali ti cambieranno la vita. Che assumendoli dormirai meglio, sarai meno nervoso, avrai meno crampi.
Tu, scettico, lo compri «tanto per provare» e due settimane dopo ti trovi a consigliarlo ad amici e parenti come se avessi scoperto El Dorado.
Poi arriva la vera droga di questa generazione, ma legale, in gocce, e con la confezione rassicurante da farmacia: la melatonina. Non dormi perché sei ansioso per il mutuo, per il lavoro, perchè hai ancora venti rate della macchina da pagare, ma invece di risolvere il problema alla radice, risolvi il sintomo con dieci gocce sotto la lingua, sperando che il cervello smetta di fare le ore piccole a ripassare gli errori del 2016, quando quel tuo amico ti rispose male una serata d’estate.
Arriva poi anche lei, la Vitamina D, di cui scopri l’esistenza e l’importanza solo dopo aver fatto le analisi del sangue. Il referto dice ‘carenza’, e tu ti senti in colpa, come se non aver preso abbastanza sole fosse una mancanza morale, non semplicemente il risultato di otto ore in ufficio sotto luci al neon e un meteo che cambia così velocemente da sembrare bipolare.
Si arriva così ad avere programmato di andare in farmacia il sabato mattina, rito che ha sostituito, in molti casi, l’aperitivo del venerdì sera. Ti guardi intorno e riconosci le facce, sai dove si trovano i prodotti divisi per categoria, e ti trovi in mezzo a ragazzi e ragazze della tua età che chiedono al farmacista cosa può consigliargli per il reflusso. Un sintomo nuovo, comparso dopo aver mangiato il solito kebab alle dieci di sera come si faceva un tempo, ma che sta iniziando a diventare un malessere che va avanti per giorni.
Sai che sei davvero giunto alla fine, quando parte il confronto con gli amici su quale siano i migliori integratori: prima ci consigliavamo serie tv e locali in cui andare, ora si discute su quale sia l’orario migliore in cui assumere la vitamina B.
Discussioni che un tempo erano su libri, viaggi, sogni per il futuro, oggi sono su dosaggi e principi attivi, con lo stesso entusiasmo con cui una volta si parlava di un concerto imperdibile.
Non ce la prendiamo con l’età che avanza, sia chiaro. Va bene così, ci prendiamo cura di noi, o almeno ci proviamo. Ma quando l’amica ti scrive "ci vediamo dopo la farmacia sabato?" forse è il caso di ammettere che qualcosa, silenziosamente, è cambiato per sempre.
Quindi, cari amici lettori, vi lascio qui. Vado a prendere le mie gocce di melatonina, e anche un po’ di camomilla che aiuta la digestione, domani è un altro giorno, e voglio arrivarci con la vitamina D in regola.