Il western sorprende, annoia il film blasonato, Rosamund convince
Tutti i volti dell’America in tre personaggi diversi: il pistolero, la perfida truffatrice e il lavoratore
Giorgio Occhipinti
|1 ora fa

“I Care a Lot” con Rosamund Pike
● Guardare
Rebel Ridge
Il Western ormai è un genere dimenticato e sorpassato ma se qualcuno riuscisse a riesumarlo e ad attualizzarlo? La storia di un giovane Afroamericano che viene ingiustamente derubato e picchiato da dei poliziotti razzisti e corrotti in una cittadina sperduta dell’America rurale è il punto di partenza perfetto per un western sotto forma di action. Ovviamente il nostro protagonista sarà ben più di un semplice ragazzotto che fa una scampagnata e la faccenda si risolverà con botte da orbi e denti spezzati. “Rebel Ridge” ha il protagonista perfetto, Aaron Pierre, attore alto e muscoloso, che sa fare sia la faccia cattiva che quella dolce e che non diventa mai caricaturale. Il personaggio che interpreta sa benissimo di essere una macchina assassina, ma proprio per questo si contiene e fa il massimo per non cedere all’istinto, non vuole uccidere o massacrare ma vuole giustizia. Qualcuno potrebbe addirittura rimanere deluso da delle scene più sul reale che sul fantastico come si potrebbero vedere in “Mission Impossible” o “Reacher”, ma è proprio questo il bello, si cerca di rimanere nell’ambito “difficile, ma fattibile” e questo giova al film. Il cattivo di turno è poi un redivivo Don Johnson che riesce a farci odiare la legge al punto giusto, dando quella marcia in più. La pellicola ha qualche calo di ritmo ma in generale è tutto molto godibile e scorre velocemente regalandoci un prodotto buono sotto tutti i punti di vista. Il progetto del regista Saulnier non parla solo di mazzate ma di abuso di potere, razzismo, riscatto sociale e burocrazia inefficiente in un’America sempre più divisa.
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● Saltare
Train Dreams
Il regista Clint Bentley adatta in cellulosa il premiato romanzo dello scrittore Clint Bentley: “Train Dreams”. Robert Grainier(Joel Edgerton) è un manovale e taglialegna statunitense ingaggiato per lavorare alla linea ferroviaria che collegherà gran parte del paese agli inizi del Novecento. È un tipo schivo e silenzioso, vuole solo lavorare e portare la pagnotta a casa. Il suo amore per la natura è palpabile e ha dentro di sé una tristezza arcaica. Il Paese sta cambiando pelle, la modernità sta travolgendo intere comunità e riscrivendo i confini geografici. Il lavoro che fa è pericoloso e precario, lo farà viaggiare lontano da casa e vedrà in prima persona dolore, morte e disperazione. Improvvisamente si innamora di Gladys (Felicity Jones), una donna dolce e riflessiva. Si aprirà un mondo inesplorato di sensazioni, pensieri ed emozioni e per la prima volta avrà qualcosa per cui tornare a casa. Joel Edgerton è bravo e fa una grandissima prestazione, tiene il film in piedi pur essendo per la maggior parte da solo. La fotografia è curata nei minimi dettagli e le inquadrature sono studiate. Quindi perchè vi dico di saltare questo film? Principalmente per una questione di tempo e d’intrattenimento. Il prodotto sembra più un qualcosa di artistico da vedere in un museo che al cinema/casa. Uno di quei bellissimi filmati proiettato a muro dentro una stanza bianca con una panca. Non ce la fai a vederlo tutto perchè è pallosetto quindi ti alzi e te ne vai, senza rimorsi, contento di quello che hai visto. Pallosetto è la parola chiave. Non ho trovato grip in questo film, manca proprio il mordente. Ha l’aspetto, e forse lo è, di un grande racconto Americano alla Steinbeck, ma non affascina come fa lo storico scrittore. La differenza sta nella profondità, i personaggi di Steinbeck sono sporchi e viscerali che siano buoni o cattivi, hanno una spinta profonda verso qualcosa e sono in cammino continuo. In “Train Dreams” la staticità è mortale, addirittura soporifera a tratti. Se però chiedete alla critica e al pubblico mondiale vi diranno l’opposto, che il film è fantastico, emozionante e quasi travolgente nella sua visione. Io d’altronde penso anche a voi, miei cari lettori, penso al tempo che avete a disposizione per guardare un film, stanchi dal lavoro e dalle innumerevoli prove giornaliere e penso che in quelle due orette potete guardarvi qualcosa di più interessante.
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● Recuperare
I Care a Lot
Raramente sono stato così infastidito da un film. Mentre lo guardavo e parecchi minuti dopo avevo una sensazione di sporcizia, rabbia e sdegno veramente ragguardevoli. Non bisogna solo guardare cose che ci fanno piacere o divertire, ma anche cose che ci fanno sentire a disagio. “I Care a Lot” racconta la storia di Marla Grayson(Rosamund Pike), una truffatrice seriale che intrappola gli anziani in una morsa mortale quasi impossibile da distruggere. Marla con l’inganno diventa tutrice di una persona anziana, senza famiglia e sola, la fa dichiarare incapace di intendere e di volere, la rinchiude in un ospizio e la deruba di tutti i suoi averi. Una truffa feroce e senza pietà. Dopo però aver acquisito un nuova anziana nella sua collezione Marla si accorge di aver pestato i piedi ad un criminale Russo(Peter Dinklage) che non ha per niente voglia di farsi sottomettere dal suo sistema ben oliato. In questo film non c’è l’eroe, anzi non c’è neanche “quello buono”, se non i vecchietti truffati e per questo risulta duro da digerire. È innegabile però che il prodotto sia di qualità, intrattenga e faccia riflettere allo stesso tempo. Devo dire che anche il tema è piuttosto interessante e fuori dagli schemi, alle volte è bello guardare qualcosa di diverso. Pike è veramente la bionda attraente e magnetica che ti stira per terra alla prima occasione senza neanche guardarsi indietro e riesce a reggere benissimo come solista. Peter Dinklage, il criminale russo, aggiunge carattere alla pellicola ma attorialmente non è una prova degna di nota. La regia è scolastica ma funzionale, non è questo il film per fare arte o sperimentare. Se guardate questo film e rimanete impassibili… c’è qualche problema.
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