La scienza non fa paura, se a farcela scoprire pensano i fumetti

Ricercatori e fumettisti si associano per offrire l'informazione corretta e divertente, indispensabile e contro le fake news

Alessandro Sisti
|1 settimana fa
Diabolik sfida il cambiamento climatico nell'episodio di Eccher e Palumbo - © Libertà/Alessandro Sisti
Diabolik sfida il cambiamento climatico nell'episodio di Eccher e Palumbo - © Libertà/Alessandro Sisti
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Secondo le scienze cognitive, la spiegazione d’un qualsiasi argomento attiva negli ascoltatori due aree cerebrali, deputate a interpretare il linguaggio e comprendere il contenuto. Una storia invece ne mette in moto ben sei, che oltre a svolgere le funzioni di cui sopra recuperano nella memoria situazioni analoghe a quelle del racconto e ci permettono d’immedesimarci, di confrontarle, nonché di valutarle e parteciparle emotivamente. Dovendo spiegare qualcosa a chi non ne sa nulla conviene insomma cercare di trasformare l’informazione in narrazione e se questa è anche divertente, coinvolgente e magari corredata d’immagini che rendano la comunicazione immediata, potremo essere certi che arriverà a destinazione e verrà ricordata. È una formula garantita, collaudata da un editore di fumetti inatteso che di sperimentazione s’intende più d’ogni altro: il CNR. Quello vero, non una casa editrice che ne ha ironicamente preso in prestito la sigla, proprio l’autentico Consiglio Nazionale delle Ricerche che tutti abbiamo quantomeno sentito nominare, l’autorevole ente di stato che si occupa dello sviluppo di progetti di ricerca e d’innovazione scientifica e tecnologica, come pure di scienze umane e sociali, della conservazione del patrimonio culturale, dell’equilibrio ecologico planetario o di qualsivoglia altra cosa per cui valga la pena spremersi le meningi. Un impegno poderoso perfino per una realtà che conta 9.000 dipendenti, 7.000 dei quali sono ricercatori o si dedicano alle attività di sostegno alla ricerca, dunque perché aggiungerci il fumetto? La risposta è che se è fondamentale espandere la conoscenza e trasformarla in risultati pratici per la competitività del Paese e la quotidianità, altrettanto lo è trasmetterla al grande pubblico di noi non addetti ai lavori e i fumetti, come ho scritto in altre occasioni (praticamente in ogni Officina, portate pazienza), sono un medium accessibile e di facile consumo, che non intimorisce il lettore neppure quando lo si applichi ad argomenti complessi.
Senza dire del fatto che fumetto e scienza condividono la vocazione all’immaginare il possibile, per intrattenere o per cercare di renderlo reale, perciò già l’edizione 2012 di Lucca Comics & Games, la maggiore manifestazione nazionale del mondo della narrativa grafica, propose ai visitatori una sezione intitolata Comics & Science. L’anno seguente l’iniziativa lucchese diede vita a un’omonima serie di albi, che nel 2016 entrò a far parte del catalogo di CNR Edizioni, il marchio con cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche pubblica saggi e relazioni tecniche... nonché da un decennio fumetti, per mettere la scienza alla portata di tutti. A firmare Comics & Science troviamo due figure di rilievo della scienza e del fumetto, ossia il matematico Roberto Natalini, che per il CNR dirige lo IAC – Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” ed è un appassionato divulgatore – attraverso i fumetti oltreché online con il sito “Maddmaths!”, supportato dalle principali società matematiche italiane – insieme ad Andrea Plazzi, laureato in Matematica Applicata, ma più noto (non me ne voglia) ai lettori come editor, traduttore e saggista, curatore ubiquo delle opere di Leo Ortolani e fra i massimi esperti dell’universo Marvel, sulla scena dell’editoria a fumetti da quasi cinquant’anni. Un duo che sapendo ciò che dice sia in fatto di comics sia di scienze, fa di Comics & Science un unicum di valore per entrambi i settori. Chi non ne abbia mai sfogliato un numero non si aspetti le ipersemplificazioni delle pubblicazioni – peraltro encomiabili – indirizzate ai più piccoli, perché C&S si rivolge a un pubblico trasversale alle età, per il quale fa sul serio nel rendere commestibili le cosiddette “scienze dure” senza banalizzarle, dalla meccanica quantistica alla natura del tempo, alla matematica dei suoi condirettori, fino all’estrema attualità del funzionamento delle blockchain su cui si basano le criptovalute e l’identità digitale. Divulgazione a palate e tematiche belle toste, che tuttavia non mettono in minoranza l’intenzione di produrre fumetti di qualità. A unire gli obbiettivi provvede il metodo impiegato per realizzare gli albi, consistente nel porre a confronto gli esponenti della comunità scientifica con gli autori più apprezzati del fumetto italiano. Gli uni portano la propria visione e la competenza delle materie, dal passato su cui si fondano alle frontiere a venire, gli altri l’esperienza e la capacità di raccontarle e disegnarle in forma di storie, apportandoci eventualmente del loro, poiché non pochi colleghi, pur essendosi dati a tutt’altro mestiere, sono addottorati nelle più svariate discipline.
Ciascun titolo di Comics & Science è monotematico e si focalizza su un “issue”, ovvero un “problema” inteso come campo di studio che ha impegnato e impegna la ricerca, affidando il compito di narrarlo ai protagonisti più popolari. Così “The Climate Change Issue” porta nelle vignette i cambiamenti climatici con l’avventura di Diabolik “Colpo di calore”, scritta da Giovanni Eccher, regista, sceneggiatore di Dylan Dog e di Tex, Zagor e Topolino per le matite di Giuseppe Palumbo, disegnatore che spazia da Frigidaire a Diabolik e alle testate Bonelli. “The RAEE Issue” affronta invece l’emergenza dell’inquinamento derivato dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, in collaborazione con l’Unità Ambiente e Gestione Rifiuti del CNR, con i testi di Diego Cajelli, lui pure sceneggiatore di Diabolik, Nathan Never, Dampyr e altre serie Bonelli, e l’arte di Andrea Scoppetta, che per Disney lavora alle graphic novel tratte dai film d’animazione ed è concept designer di Dreamworks. In “The Stellar Issue”, a porgere in una chiave fantastica i segreti del cosmo è la scrittrice Licia Troisi, celebre per i suoi romanzi fantasy, ma laureata in Fisica con un dottorato in Astronomia. Sua è la storia “La fanciulla e il drago” disegnata da Alessandro Micelli, autore della miniserie “The Ballad of Sang” pubblicata negli USA e collaboratore di Netflix per il concept design di “Masters of the Universe”. L’inesauribile Lupo Alberto, con il suo creatore Silver e il co-autore Francesco Artibani, sceneggiatore che fra fumetto e animazione tante ne ha fatte che neppure provo a citarle tutte (scusa, Francesco, mi farò perdonare), in “Materia oscura” non si occupa però dell’enigmatica essenza che per quanto invisibile costituirebbe la quasi totalità dell’universo, bensì di smentire e smaltire certe oscure bufale pseudoscientifiche, dai mortali ragni delle banane alle scie chimiche. Quanto alle scienze umane, a propugnare la necessità di una corretta divulgazione storica c’è “The Public History Issue”, realizzato con il CNR-ISEM Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea da Walter Leoni, autore di testi e tavole di ”The Neverending History”. Eroe della vicenda è Alessandro Barbero in persona, che si ritrova in un medioevo di frottole come solo i peggio informati lo immaginano. Al di là della carta stampata, il festival di Lucca Comics & Games, che di tutto questo ha favorito la nascita, dal 2023 ospita il Comics & Science PALACE (tutto maiuscolo), dove sotto le insegne del magazine C&S si possono incontrare scienziati e sceneggiatori, università, illustratori e centri di ricerca. Eppure c’è ancora chi sostiene che i fumetti siano letture superficiali per i meno acculturati. È un mistero, non esattamente scientifico, di cui Plazzi & Natalini dovrebbero occuparsi in uno dei loro prossimi “Issues”.