Organizzare cene che non avverranno mai è davvero un’arte

Ogni anno diminuiscono le amicizie e nel fine settimana, quando qualcuno propone di vedersi, c’è un fuggi fuggi generale

Anna Morando
|2 ore fa
I fine settimana sono sempre più solitari
I fine settimana sono sempre più solitari
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Bentornati cari amici lettori, lentamente ma in un batter d’occhio siamo tornati ufficialmente alla vita reale, quella vera, senza attesa di quella vacanza prenotata mesi e mesi prima, quella delle scuole iniziate, del traffico intenso già alle 6 del mattino.
In tutto questo delirio e disagio, il millenials medio tenta i tenere in piedi la propria vita che, dopo la pausa estiva, è di nuovo nella fase critica di alti e bassi, alternando attacchi di ansia e pensieri su un piano pensionistico per il futuro.
E lo fa attraverso le amicizie che gli restano. Certo, ogni anno diminuiscono, cambiano, ma sa perfettamente quali sono quelli su cui contare. E allora prova a organizzare una serata per rivedersi, raccontarsi disagi e pensieri.
Il vero problema non è come farlo, ma piuttosto il: QUANDO. A vent’anni bastava un trillo su msn e, in 30 minuti, si era già insieme tra un esame andato male e un gossip cittadino. Adesso per vedersi serve Google Calendar, il benestare del commercialista e minimo tre mesi di preavviso.
Quattro giorni di messaggi vocali da 4 minuti l’uno pieni di rumori di sottofondo non identificati, tanto che pensi che la tua amica o il tuo amico stiano traslocando, per decidere se vedersi il martedì o il giovedì.
A CHE ORA. Il fuggi fuggi generale quando qualcuno propone di vedersi in settimana dopo le 21.
Follia pura. L’idea ci piace, vorremmo tanto farlo, ma sappiamo che il giorno dopo saremo dei catorci umani se non dormiamo almeno le ore necessarie affinché non ci servano flebo di caffeina per interagire con il mondo il giorno successivo.
E poi il DOVE. Ormai si è tutti sparsi per la città in zone che per essere raggiunte, si ha bisogno del visto e di sincronizzare l’orologio causa presenza del fuso orario.
Crescendo si cambia, e ognuno ha le sue presenze: vegano, carnivoro, chi scopre una nuova intolleranza ogni sei mesi. Si fa prima a mangiare ognuno a casa sua e fare una video chiamata di gruppo.
Che poi, quando organizziamo siamo anche entusiasti; il vero dramma arriva il venerdì sera, con tutta la settimana di lavoro alle spalle, quando ci ricordiamo di aver preso questo impegno, e la voglia di uscire è quella di una tartaruga che va in letargo.
E li, alcune volte, accade il miracolo. La gioia inconfessabile che ti assale nel momento in cui ricevi il messaggio dell’amico “Scusami tantissimo, ho avuto un imprevisto, dobbiamo rimandare”.
E mentre stavi ascoltando eri già in pigiama, sul divano con il telecomando in mano. E sai benissimo che anche lui è messo così.
E sai benissimo che anche lui è messo così. 
Quindi, cari amici lettori, vi do appuntamento per mercoledì prossimo, probabilmente non ci sarò visto che alle 21.30 dormo. Ma vi avviso prima.