Cadeo e Caorso, orologi a torre da studiare «Sono gioielli»
Alla Rocca Mandelli e al santuario di Roveleto inizierà il recupero. Gioia: «Pieni di fascino». Grandinetti: «Utili nelle scuole tecniche»
Dea De Angelis
|2 ore fa

Luca Grandinetti al lavoro su un orologio
C’erano una volta, fino agli anni Settanta, gli orologi meccanici da Torre. Sostituiti nei decenni da meccanismi elettro-meccanici a installazione più semplice e con costi di manutenzione più contenuti, sono lentamente spariti. Se non fosse che appassionati studiosi della misurazione del tempo in epoche passate potrebbero regalargli una nuova vita. «Gli orologi meccanici erano ingombranti e pesanti», spiega Mario Gioia, esperto di gnomonica, lo studio delle meridiane.
«Ma quanto fascino avevano quei pesanti telai di ghisa dipinti e decorati con filetti dorati, quelle ruote di bronzo luccicanti, quei bracci che di tanto in tanto si mettevano in movimento con un suono ritmato ed armonioso per segnalarci lo scorrere inesorabile del tempo». Aggiunge: «Forse qualcosa si sta muovendo, siamo nell’epoca della rivalutazione del vintage e allora anche gli orologi da Torre sono diventati oggetto di interesse rinnovati».

