Vampiri, samurai e mutanti: le uscite videoludiche sfidano l’ombra di “GTA 6”
Tra crisi e licenziamenti, il gaming gioca d’anticipo. Da Wolverine a Onimusha, tutte le uscite di fine estate
Fabrizia Malgieri
|1 ora fa

Dal 15 settembre è disponibile in esclusiva su PlayStation 5 “Marvel’s Wolverine”
È un momento complesso, quello che il settore videoludico sta attraversando negli ultimi anni. Dopo una rinascita passeggera e fugace, avvenuta durante la pandemia, l’industria del gaming sconta oggi le conseguenze di una serie di decisioni che, per quanto funzionali nel breve periodo, hanno innescato una reazione a catena fuori controllo, arrivando a mettere seriamente a rischio il suo stesso assetto. Tra decine di migliaia di licenziamenti negli ultimi quattro anni e la chiusura definitiva di numerosi studi di sviluppo (talvolta assorbiti e inglobati da altri gruppi), appare evidente come la crisi del mondo del gioco digitale sia ormai endemica e non più sottovalutabile. Una situazione che ha generato a sua volta ulteriori problemi, a partire da uscite sempre più diradate: dopo la massiccia “bulimia” di contenuti che ha caratterizzato soprattutto l’inizio degli anni Venti, questa tendenza sta portando a poco a poco a una progressiva disaffezione del pubblico. In uno scenario tutt’altro che idilliaco, il settore prova comunque a resistere: dopo un inizio estate insolitamente tranquillo, segnato da poche uscite degne di nota, la conclusione di questa lunga e caldissima stagione si è rivelata tutto sommato promettente e variegata per gli appassionati. Con lo “spauracchio” di “Grand Theft Auto VI” all’orizzonte, atteso il prossimo 19 novembre, molti studi hanno deciso di giocare d’anticipo, approfittando della momentanea quiete per pubblicare le proprie creazioni, magari rivolgendosi a quel pubblico che non attende necessariamente con trepidazione il nuovo titolo targato Rockstar Games. Sul finire di agosto, infatti, gli amanti degli strategici a turni hanno potuto contare non su uno, ma su ben due titoli di qualità. Il primo è “Star Wars Zero Company”, ambientato negli ultimi giorni delle Guerre dei Cloni. Il giocatore veste i panni di Hawks, ex capitano della Repubblica caduto in disgrazia, alla guida di una squadra di mercenari indebitati con gli Hutt, costretta a combattere l’Infinite Coil, un culto filo-separatista i cui adepti sono contagiati da un misterioso morbo. Sviluppato da Respawn in collaborazione con i creatori della popolare serie “XCOM” (Firaxis), “Zero Company” ne riprende la formula: scontri isometrici su griglia con coperture, personalizzazione di classi ed equipaggiamento, gestione della squadra.
A rendere l’esperienza ancora più interessante, però, sono la messa in scena fortemente cinematografica (una chicca, trattandosi di un aspetto piuttosto raro nel genere), gli ambienti distruttibili e il modo in cui combattimento, progressione e storie personali si intrecciano. Ancora più affascinante è la dimostrazione che si possono raccontare le Guerre dei Cloni senza mettere necessariamente al centro Jedi ed eroi leggendari, dando invece spazio a figure marginali e moralmente ambigue. Dalle battaglie spaziali di “Star Wars” si passa alle ambientazioni squisitamente fantasy di “Fire Emblem: Fortune’s Weave”, 18° capitolo della celebre e longeva saga, in esclusiva per Nintendo Switch 2. Ambientato nel mondo di “Three Houses”, il titolo ruota attorno a un torneo che richiama combattenti da ogni angolo del mondo per contendersi l’esaudimento di un desiderio, e ai quattro eroi che vi prendono parte (Cai, Dietrich, Theodora e Leda). Il gioco si apre però con il crollo dell’Impero di Dagda per mano del dio demone Balor: la dea Sothis rimanda allora il protagonista, un’anima creata dal giocatore, indietro di cinque anni, affidandogli la missione di cambiare il destino degli eroi scomparsi e salvare il mondo. Il cuore di “Fortune’s Weave” resta il classico combattimento tattico su griglia, con il ritorno delle Combat Arts e l’introduzione delle Blaze Arts, potentissime ma pagate con la salute.
A renderlo interessante è soprattutto la struttura: anziché la tradizionale successione di capitoli, il gioco si concentra sugli incontri in arena, intervallati da tempo libero da gestire secondo un meccanismo che ricorda il calendario di un’altra amatissima serie del genere, “Persona”. Questo permette di seguire in parallelo le storie dei quattro eroi, anziché in percorsi separati, con finali diversi a seconda di quanti di loro si riesce a portare in salvo. A proposito di grandi eroi e grandi avventure, dal 15 settembre è disponibile in esclusiva su PlayStation 5 “Marvel’s Wolverine”, il nuovo gioco di Insomniac Games, già autrice di una trilogia dedicata a Spider-Man. Con “Wolverine”, però, lo studio abbandona la leggerezza acrobatica dell’Uomo Ragno per abbracciare un’esperienza cupa, viscerale e spietata. Sul fronte del gameplay, il gioco punta tutto su un combattimento corpo a corpo fisico e massiccio che, sulla scia del free-flow system dei “Batman Arkham”, trasforma le combo in una brutale danza della morte. Parate e schivate, se eseguite con il giusto tempismo, stordiscono gli avversari e alimentano la Furia Berserker, uno stato di rabbia cieca in cui Logan diventa inarrestabile, mentre le fasi stealth si attivano solo in sezioni specifiche, coerentemente con la natura più “tank” del personaggio. Il risultato è un’esperienza che restituisce al giocatore un profondo senso di controllo e potere, sostenuta da una narrazione che, nonostante qualche lieve intoppo, promette la profondità tipica dei titoli first-party Sony. Atmosfere cupe anche nel fantasy “The Blood of Dawnwalker”, il primo gioco di ruolo single-player firmato dallo studio polacco Rebel Wolves, guidato dall’ex game director di “The Witcher 3”, Konrad Tomaszkiewicz. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Pc, il titolo è ambientato nel 1347 a Vale Sangora, tra i monti Carpazi, dove un gruppo di vampiri prende il controllo del feudo, guarendo la popolazione dalla peste con il proprio sangue in cambio del dominio assoluto. Protagonista è Coen, un Dawnwalker (umano di giorno, vampiro di notte) che ha trenta giorni per salvare la propria famiglia, imprigionata dal signore dei vampiri Brencis.
Proprio l’alternanza tra giorno e notte è il cuore del gameplay: alla luce del sole Coen può risolvere le missioni in modo pacifico e combatte con la spada; col buio guadagna agilità e attacca con artigli e morsi, ma deve tenere a bada la sete di sangue e una Corruzione che cresce a ogni scontro. Il risultato è un’avventura che raccoglie l’eredità di “The Witcher 3” con una propria cupissima identità. Ritorno alle origini, invece, per “Onimusha: Way of the Sword”, reboot con cui Capcom ricostruisce quasi da zero la sua storica saga, con una storia slegata dai capitoli precedenti. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Pc, il titolo racconta di Miyamoto Musashi, spadaccino che dedica la vita alla via della spada sfidando i guerrieri più rinomati, finché Kyoto non viene invasa dai Genma. Ucciso da queste creature, Musashi riceve da un misterioso uomo vestito di bianco un guanto che lo riporta in vita e gli conferisce il potere degli Oni, permettendogli di assorbire le anime dei demoni sconfitti per diventare sempre più forte. Sul fronte del gameplay, l’avventura si sviluppa in livelli semi-aperti, con ampio spazio per l’esplorazione. Il combattimento, profondo ma accessibile, punta su tempismo, lettura dell’avversario e duello, con parate e “deflect” protagonisti soprattutto negli scontri con i boss, vero apice dell’esperienza. Ultimo, ma non meno importante, “EA Sports FC 27”, nuovo capitolo della popolare serie calcistica (ex “FIFA”) che, come ogni anno, promette tante nuove modalità e un realismo sempre maggiore, per offrire a tutti gli appassionati del pallone un’esperienza di gioco all’altezza di quella sul campo.
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