Troppi errori, il Piacenza Baseball non va oltre il pari
Serie B - Contro Ares Milano i biancorossi perdono gara 1 e si rifanno nella seconda
Redazione Online
|1 ora fa

Per il Piacenza Baseball un'altra incompiuta. Al De Benedetti, in un turno contro Ares Milano decisivo per sperare ancora nel primo posto nel campionato di Serie B, i biancorossi perdono in volata gara 1 per 3-1 e vincono gara2 dilagando 12-5.
Gara 1
Piacenza-Ares Milano 1-3
Formazione: Gardenghi ric, D'Auria 1b, Penaloza dh, Perez Jo. 2b, Perez Ju. ss, Calderon ed, Contardi es (Cetti ph, Carsana), Marelli 3b, Pancini ec. Lanciatori: Faini (rl5.2 bv 3 bb1 k3 pgl0), Solano (rl3.1 bv2 bb0 k7 pgl0). All.: D'Auria.
Formazione: Gardenghi ric, D'Auria 1b, Penaloza dh, Perez Jo. 2b, Perez Ju. ss, Calderon ed, Contardi es (Cetti ph, Carsana), Marelli 3b, Pancini ec. Lanciatori: Faini (rl5.2 bv 3 bb1 k3 pgl0), Solano (rl3.1 bv2 bb0 k7 pgl0). All.: D'Auria.
Il Piacenza lascia all'Ares gara 1 commettendo peccati già visti. In una sfida chiusa, a lungo in parità, i biancorossi sprecano appetitose opportunità, cedendo poi al primo allungo avversario quando mancavano ancora due attacchi. L'esame statistico del match parla di sostanziale equilibrio tra gli attacchi, perché se Piacenza batte col contagocce (3 valide) l'Ares non va oltre le 5 con 9 rimasti in base per parte. E allora gli episodi decisivi sono interpretati in chiave negativa dalla difesa biancorossa, colpevole su tutti i punti ospiti, mentre i lanciatori Faini e Solano potevano archiviare due prestazioni immuni da responsabilità. Quando si fatica a segnare ( gli sprechi al 5° quando un doppio gioco gelava gli entusiasmi e al 6° con due punti dimenticati in base) bisognerebbe quanto meno reggere in difesa ed invece gli scivoloni sono arrivati nei momenti sbagliati, in particolare all'8° quando sull'1-1 (il pareggio lo aveva battuto a casa Calderon al 6°) si consegnavano ai lombardi i due punti che facevano la differenza.
Gara 2
Piacenza-Ares Milano 12-5
Formazione: Gardenghi es (Cetti ec), D'Auria 1b (Pardi ric), Penaloza ric/1b, Perez Jo. 2b (Agosti), Calderon ed (Contardi), Nanetti dh (Albasi), Marelli 3b, Perez Ju. ss, Pancini ec/es. Lanciatori: Acevedo (rl4 bv3 bb4 k5 pgl2), Lovattini (rl3 bv4 bb0 k4 pgl1), Sanna L. (rl2 bv2 bb0 k3 pgl0). All.: D'Auria.
Al pomeriggio, Piacenza si cambia d'abito ed annichilisce un Ares che ambiva alla doppietta per agguantare il primato in classifica. Aprono le danze i milanesi col 2-0 al 1° inning, dopo di che inizia il monologo dei padroni di casa che porterà al 12-5 finale. La squadra di D'Auria sbriga la pratica al 3° e 4° attacco con 10 punti ed altrettante valide tra cui 4 tripli a firma Penaloza, Marelli e Pancini (2). Sull'11-3 a metà gara l'Ares si spegne e Piacenza può prendersi la platonica rivincita dopo lo smacco mattutino. Una prova di forza che stride al pensiero delle occasioni sprecate nella prima partita. Un limite che purtroppo tiene i biancorossi lontani dalle prime posizioni ad un quarto posto che in fondo è lo specchio di un'incostanza ormai ricorrente.
Piacenza-Ares Milano 12-5
Formazione: Gardenghi es (Cetti ec), D'Auria 1b (Pardi ric), Penaloza ric/1b, Perez Jo. 2b (Agosti), Calderon ed (Contardi), Nanetti dh (Albasi), Marelli 3b, Perez Ju. ss, Pancini ec/es. Lanciatori: Acevedo (rl4 bv3 bb4 k5 pgl2), Lovattini (rl3 bv4 bb0 k4 pgl1), Sanna L. (rl2 bv2 bb0 k3 pgl0). All.: D'Auria.
Al pomeriggio, Piacenza si cambia d'abito ed annichilisce un Ares che ambiva alla doppietta per agguantare il primato in classifica. Aprono le danze i milanesi col 2-0 al 1° inning, dopo di che inizia il monologo dei padroni di casa che porterà al 12-5 finale. La squadra di D'Auria sbriga la pratica al 3° e 4° attacco con 10 punti ed altrettante valide tra cui 4 tripli a firma Penaloza, Marelli e Pancini (2). Sull'11-3 a metà gara l'Ares si spegne e Piacenza può prendersi la platonica rivincita dopo lo smacco mattutino. Una prova di forza che stride al pensiero delle occasioni sprecate nella prima partita. Un limite che purtroppo tiene i biancorossi lontani dalle prime posizioni ad un quarto posto che in fondo è lo specchio di un'incostanza ormai ricorrente.












