Tra marchi e livree, i mille colori che hanno fatto la storia
Oggi e domani rivive la Castell'Arquato - Vernasca
Matteo Prati
|3 ore fa

Esistono combinazioni di colori capaci di raccontare un’epoca delle corse meglio di qualsiasi fotografia. Strisce blu e arancioni, loghi che attraversano le fiancate, marchi diventati iconici quanto le automobili che li hanno portati in gara. È da questa suggestione che nasce il tema scelto per celebrare l’edizione 2026 della Vernasca Silver Flag, quella del trentennale: le livree e gli sponsor che hanno contribuito a costruire l’immaginario delle corse automobilistiche, trasformando le auto da competizione in autentiche icone della cultura popolare. Alitalia, Martini Racing, Gulf, Gold Leaf, Marlboro e molti altri. Marchi industriali appartenenti a settori diversi ma accomunati da una scelta che ha cambiato la comunicazione sportiva: utilizzare le competizioni come palcoscenico mondiale per raccontare la propria identità. Colori, scritte e combinazioni grafiche sono entrati nella memoria collettiva degli appassionati, fino a diventare inseparabili dalle imprese sportive che hanno accompagnato.
Un tema che guarda al passato ma che racconta anche l’evoluzione della Silver Flag, manifestazione che proprio di memoria e valorizzazione della storia motoristica ha fatto la propria ragion d’essere. Per comprenderne il percorso bisogna tornare al 1996. In quell’anno il mondo dell’automobile guardava al nuovo millennio con entusiasmo e curiosità. Al Salone di Parigi Alfa Romeo presentava la Nuvola, affascinante concept car dedicata a Tazio Nuvolari, sintesi di tradizione e futuro. Nello stesso periodo, tra Castell’Arquato e Vernasca, il Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca immaginava una sfida altrettanto ambiziosa: riportare in vita la storica corsa in salita che per quasi vent’anni aveva animato le colline piacentine. Non una gara contro il cronometro, ma una celebrazione della storia dell’automobile sportiva. Così nacque la Vernasca Silver Flag.

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