Lupi e ungulati, danni e sicurezza. Alta Val Tidone incontra l'assessore Mammi
Redazione Online
|4 anni fa


I boschi di Alta Val Tidone sono ancora luoghi sicuri in cui andare per tartufi? Quanto è probabile che passeggiando con i propri cani, ci si possa imbattere in un branco di lupi? Quanto un allevatore deve temere che i propri animali possano venire sbranati? E per quanto tempo ancora gli agricoltori dovranno fare i conti con i disastri causati dai cinghiali?
Sono domande finite al centro di un incontro organizzato in comune a Nibbiano con ospiti l’assessore regionale alle caccia, pesca, agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi e il tecnico faunistico Duccio Berzi. A loro agricoltori, amministratori locali, semplici cittadini, si sono rivolti per sapere come comportarsi per gestire una presenza, quella dei lupi ma anche cinghiali e ungulati, che nel territorio montano è cresciuta a dismisura.
“Nel 2021 sono stati spesi 200 mila euro in indennizzi” ha detto l’assessore il quale, insieme a Berzi, ha passato in rassegna le altre misure volte alla prevenzione dei danni tramite ad esempio l’acquisto di reti e dispositivi tecnologici (finanziati da bandi ad hoc), formazione del personale, semplificazione burocratiche, addestramento di cani da guardia. Ma non ci sono solo i lupi. “Siamo a dir poco preoccupati – ha detto un agricoltore tra il pubblico – dal proliferare dei cinghiali tanto più adesso che con la peste suina non li si può neppure cacciare. In primavera come faremo? Devastano i nostri campi”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
«Prigionieri in casa: quei maremmani ancora incustoditi»
2.
Notte di follia a Piacenza, vandalo danneggia 9 auto e scrive pure un insulto sul cofano con il pennarello
3.
Fiorenzuola, mattina di follia al parco: «Lo sputo poi le botte da uno sconosciuto»
4.
Bomba in spiaggia all'Elba, intervento dei Pontieri





