Tariffa puntuale, il piano finanziario arriva al voto tra i dubbi dei sindaci
Oggi il Pef all’attenzione del consiglio locale di Atersir. Attesa per il voto Diversi i profili contestati Documento inviato anche alla Corte dei Conti

Marcello Pollastri
|4 ore fa

Entra nella fase decisiva il percorso che porterà alla definizione delle tariffe della raccolta rifiuti per il 2026, il primo anno di piena applicazione della tariffazione corrispettiva puntuale nel territorio piacentino (tcp). Sono giorni chiave, scanditi da una serie di passaggi tecnici e istituzionali destinati a incidere direttamente sulle tasche dei cittadini e sugli equilibri tra i Comuni e il gestore del servizio, Iren.
Il primo snodo è rappresentato dalla riunione del consiglio locale di Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti, chiamato stamattina a esprimersi sul Piano economico finanziario (Pef), il documento che definisce i costi del servizio e costituisce la base per la determinazione delle future tariffe. Si tratta di un voto tutt’altro che scontato. Se da un lato il percorso amministrativo appare ormai avviato, dall’altro non mancano le resistenze da parte di numerosi amministratori locali.
Diversi Comuni della provincia, infatti, non hanno ancora introdotto la tariffazione puntuale e in questi mesi hanno espresso più di una perplessità sul nuovo sistema come ad esempio Fiorenzuola o Castelsangiovanni. A pesare sono soprattutto gli incrementi dei costi previsti per alcuni territori, aumenti che hanno suscitato malumori tra i sindaci, chiamati ora a esprimere una valutazione complessiva sul Pef. Il confronto si annuncia quindi tutt’altro che formale.


