I resti intatti di un neonato del '700 trovati a San Fiorano
La scoperta degli antropologi è avvenuta durante le attività della seconda edizione del progetto internazionale nel cimitero settecentesco chiamato "Mortorino"
Redazione Online
|1 settimana fa

Il cimitero settecentesco denominato Mortorino
Gli antropologi che partecipano alla field school internazionale organizzata da AITA Bioarchaeology a San Fiorano, nei pressi di Codogno, nel nord Italia, hanno portato alla luce una piccola bara di legno eccezionalmente ben conservata, contenente i resti di un neonato.
La scoperta è avvenuta durante le attività della seconda edizione del progetto internazionale, che riunisce studenti e professionisti di archeologia e antropologia provenienti da tutto il mondo per studiare questo straordinario contesto funerario, sotto la guida di Nataša Šarkić e di Roberto Cighetti. Il sito, affettuosamente chiamato “Mortorino", è un cimitero settecentesco recintato da un quadriportico decorato da pregiati affreschi dell’artista varesino Giovanni Battista Ronchelli, che raffigurano una via crucis. Sotto il pavimento dei portici si trovano sei cripte, delle quali almeno quattro contengono sepolture degli antichi abitanti di San Fiorano.
Le condizioni di conservazione dei resti all’interno delle cripte sono estremamente rare e inaspettate. È probabile che siano fattori come la temperatura, l’umidità e l’ambiente chimico peculiari ad aver permesso la sopravvivenza di materiali che normalmente si perdono nei contesti archeologici. Oltre ai resti scheletrici, i bioarcheologi hanno recuperato tra l'altro tessuti, oggetti in cuoio, tessuti.
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