Coni e federazioni: per la nuova “casa” si candida via Millo
Dopo lo “sfratto” da via Calciati Coni, Comune e Spes lavorano per trovare una soluzione entro il 6 marzo
Paolo Gentilotti
|6 giorni fa

La struttura di via Millo
La scadenza è fissata per il 6 marzo: entro quella data i locali attualmente in uso alle federazioni sportive provinciali ospitate da decenni nel Palazzo Coni di via Calciati, dovranno essere restituiti al proprietario. Questo perché “Sport e salute”, la società di Stato che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia (in pratica la cassaforte statale dello sport) ha deciso di smobilitare la sede piacentina come altre che esistono in Italia. Questione di costi. Le sedi come quella piacentina, sostiene in estrema sintesi “Sport e Salute”, sono troppo costose e sovradimensionate rispetto alle esigenze reali.
Questo ha gettato ovviamente le nostre federazioni in uno stato di incertezza, dalla quale sembra però si stia per uscire: si vede insomma una luce in fondo al tunnel.
Intanto la situazione: i locali di via Calciati a oggi ospitano l’associazione arbitri di calcio e le federazioni tennis, pallavolo, pallacanestro e pesca sportiva, oltre agli uffici del Coni e agli stessi uffici di “Sport e salute”. I problemi riguardano in particolare gli arbitri: la sezione è frequentata da una novantina di direttori di gara e, spiega il presidente Domenico Gresia, «costituisce il nostro punto d’incontro: ogni lunedì ci si vede e si esaminano gli esiti della domenica sul campo. E lì socializziamo». Non solo: l’ampia sede di via Calciati ospita i corsi arbitrali, che durano alcuni mesi.
Ci sono federazioni come quella tennistica che hanno già in pratica liberato l’ufficio, ma per tutti vale anche il fatto che è importante la disponibilità di un salone per riunioni e cerimonie: oggi è attiva in via Calciati quella intitolata a Roberto Gentilotti, che ospita oltre cento persone.
Le difficoltà sono note da tempo, per questo si sono mossi fin dai mesi scorsi il delegato provinciale del Coni, Robert Gionelli, e l’assessore allo Sport Mario Dadati.
Si è andati alla ricerca di locali alternativi idonei, l’assessore ha scritto a tutte le società per avere indicazioni di disponibilità. Ne è emersa una, quella della Spes Borgotrebbia, che ha in uso dal Comune i campi e gli spogliatoi di via Millo. E proprio sopra gli spogliatoi, esiste un piano intero adibito ad uffici: si sta lavorando intensamente in questi giorni perché proprio lì si possano trasferire gli uffici del Coni e quelli delle federazioni, con affitto a carico del Coni stesso. «C’è anche la possibilità - spiega Gionelli - di ricavare una sala riunioni, certo non grande come quella attuale, ma capace comunque di ospitare una cinquantina di persone, che rimarrebbe intitolata a Roberto Gentilotti».
Tempi stretti, come abbiamo detto, poco più di un mese, ma al momento quella di via Millo è la sola alternativa individuata, a questo punto verrebbe da dire l’unica soluzione praticabile e possibile, oltre che avviata, con la componente importante della disponibilità della Spes Borgotrebbia. L’idea quella di ricreare una piccola cittadella dello sport, un punto di incontro e di riferimento per dirigenti e non solo.
In pratica, il Coni prenderebbe in affitto i locali e li destinerebbe poi alla federazioni citate, che continuerebbero così ad avere una casa vera e propria. Se tutto andrà come sembra, la risposta del mondo sportivo piacentino a un’insidia, arrivata proprio dal suo interno, sarà stata tempestiva e concreta.
Questo ha gettato ovviamente le nostre federazioni in uno stato di incertezza, dalla quale sembra però si stia per uscire: si vede insomma una luce in fondo al tunnel.
Intanto la situazione: i locali di via Calciati a oggi ospitano l’associazione arbitri di calcio e le federazioni tennis, pallavolo, pallacanestro e pesca sportiva, oltre agli uffici del Coni e agli stessi uffici di “Sport e salute”. I problemi riguardano in particolare gli arbitri: la sezione è frequentata da una novantina di direttori di gara e, spiega il presidente Domenico Gresia, «costituisce il nostro punto d’incontro: ogni lunedì ci si vede e si esaminano gli esiti della domenica sul campo. E lì socializziamo». Non solo: l’ampia sede di via Calciati ospita i corsi arbitrali, che durano alcuni mesi.
Ci sono federazioni come quella tennistica che hanno già in pratica liberato l’ufficio, ma per tutti vale anche il fatto che è importante la disponibilità di un salone per riunioni e cerimonie: oggi è attiva in via Calciati quella intitolata a Roberto Gentilotti, che ospita oltre cento persone.
Le difficoltà sono note da tempo, per questo si sono mossi fin dai mesi scorsi il delegato provinciale del Coni, Robert Gionelli, e l’assessore allo Sport Mario Dadati.
Si è andati alla ricerca di locali alternativi idonei, l’assessore ha scritto a tutte le società per avere indicazioni di disponibilità. Ne è emersa una, quella della Spes Borgotrebbia, che ha in uso dal Comune i campi e gli spogliatoi di via Millo. E proprio sopra gli spogliatoi, esiste un piano intero adibito ad uffici: si sta lavorando intensamente in questi giorni perché proprio lì si possano trasferire gli uffici del Coni e quelli delle federazioni, con affitto a carico del Coni stesso. «C’è anche la possibilità - spiega Gionelli - di ricavare una sala riunioni, certo non grande come quella attuale, ma capace comunque di ospitare una cinquantina di persone, che rimarrebbe intitolata a Roberto Gentilotti».
Tempi stretti, come abbiamo detto, poco più di un mese, ma al momento quella di via Millo è la sola alternativa individuata, a questo punto verrebbe da dire l’unica soluzione praticabile e possibile, oltre che avviata, con la componente importante della disponibilità della Spes Borgotrebbia. L’idea quella di ricreare una piccola cittadella dello sport, un punto di incontro e di riferimento per dirigenti e non solo.
In pratica, il Coni prenderebbe in affitto i locali e li destinerebbe poi alla federazioni citate, che continuerebbero così ad avere una casa vera e propria. Se tutto andrà come sembra, la risposta del mondo sportivo piacentino a un’insidia, arrivata proprio dal suo interno, sarà stata tempestiva e concreta.

