La rabbia delle palestre piacentine: "Green Pass assurda penalizzazione"
Redazione Online
|4 anni fa

“A causa della pandemia abbiamo già pagato, nell’ultimo anno e mezzo, uno scotto altissimo e proprio adesso che era iniziata una lenta ripresa, ecco arrivare questo ennesimo provvedimento, che come sempre colpisce solo certe categorie. Per noi è assurdo”.
La notizia del “Green Pass” obbligatorio – a partire dal 6 agosto – per svolgere attività fisica al chiuso ha lasciato a dir poco perplessi i titolari di palestre, piscine e centri sportivi piacentini. La categoria, dopo mesi di chiusura e ripartenze a singhiozzo, non ci sta.
“Tracciabilità altissima degli ingressi con orari di entrata e uscita delle persone – spiega Daniele Bavagnoli di Acrobatic Fitness –, sanificazione costante degli ambienti e degli attrezzi, obbligo di indossare la mascherina quando non si fanno gli esercizi. Nonostante tutte queste regole, siamo sempre tra i più penalizzati. Se a questo aggiungiamo lo scarso preavviso che ci è stato concesso, con il Green Pass che entrerà in vigore il 6 agosto, quindi tra circa 15 giorni, il gioco è fatto: tanti ragazzi giovani che vengono da noi hanno programmato la prima dose a fine agosto o ai primi di settembre e adesso non possono anticiparlo. Noi siamo a favore dei vaccini ma ci doveva essere concesso più tempo. Intanto, il 27 luglio assieme ad altri colleghi, scenderò in piazza a Roma a protestare e a difendere il settore sportivo, in questi mesi bistrattato e poco tutelato dal governo”.
Tra i tanti dubbi anche quello relativo ai controlli: “Non sappiamo come fare – aggiunge Carla Magni di Le Club – nessuno ci ha ancora fornito indicazioni utili su come far rispettare questa nuova regola. Fermare ogni persona per chiedere il Green Pass è assurdo. Attendiamo al più presto ragguagli da parte del governo”.
Intanto le palestre piacentine si stanno organizzando per consentire anche ai clienti – per lo più giovani e adolescenti – non ancora vaccinati con la prima dose di potersi allenare: “Stiamo già allestendo i nostri spazi all’aperto – concludono all’unisono Bavagnoli e Magni – dove anche queste persone potranno allenarsi senza problemi”.
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