"No alla dad". Il disappunto di un papà con uno striscione sul terrazzo di casa
Redazione Online
|5 anni fa

La strategia di tenere le scuole chiuse e i ragazzi costretti a seguire le lezioni da casa, è un argomento controverso. Tornata lunedì 16 marzo, in seguito al ritorno della zona rossa in Emilia Romagna e nel Piacentino, la Dad, didattica a distanza, continua a far discutere, obbligando i 35mila studenti di Piacenza e provincia, dagli asili all’università, a seguire le lezioni online, e i genitori a organizzarsi per garantire assistenza e controllo ai più piccoli.
“La scuola deve restare aperta” era il grido che qualche giorno prima dell’entrata in vigore della zona rossa un comitato spontaneo di genitori e docenti aveva alzato davanti alla prefettura di Piacenza, manifestando così la propria contrarietà alla chiusura delle scuole e sostenendo la necessità vitale per i ragazzi di continuare a mantenere socialità e contatti umani, per evitare rischi e ripercussioni sul loro sviluppo.
Non solo manifestazioni corali, di disaccordo alla dad, ma anche di singoli cittadini, come un genitore che a Pontenure ha esposto un eloquente striscione al balcone di casa.
“Ritengo che sia un metodo insostenibile – spiega Alessandro Vallisa, padre di due bambine che frequentano le elementari e autore dello striscione -. Sono disposto a mettere la mascherina e a mantenere la distanza di sicurezza, ma quando si tratta dell’istruzione delle mie figlie, allora la questione diventa più importante”.
“Una iniziativa senza toni polemici – conclude Vallisa -, ma solo per manifestare sostegno a quanti sono contrari alla didattica a distanza”.
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