La denuncia: "In Aveto decine di pesci morti dopo lo svaso della diga di Boschi"
Redazione Online
|5 anni fa

“C’è un odore nauseabondo, là sotto, di marcio, di fango”, dice la guardia ittico ambientale di Arci Pesca Massimo Lanfranchi, risalito con fatica dal ripido sentiero che porta in Aveto Morto, il tratto di torrente che va dalla centrale idroelettrica di Ruffinati fino alla diga di Boschi e che alimenta lo stesso invaso, per una lunghezza di alcuni chilometri.
Ed era stata proprio la preoccupazione per l’Aveto Morto il centro dell’esposto presentato alle autorità da un cittadino che chiedeva chiarezza sulle condizioni dei pesci dopo lo svuotamento della diga di Boschi del 26 maggio: Lanfranchi, da quel sentiero, è tornato con un sacchetto di avannotti morti (i piccoli delle trote, nati da poco): “Sono tantissimi, erano in mezzo al fango, è successo quel che temevamo, non so se i parametri siano stati rispettati, so che là i pesci sono morti e c’è ancora fango”, sottolinea.
È stato un pescatore a chiamarlo, nel fine settimana, allarmato. Il materiale raccolto è stato consegnato ai tecnici competenti della Regione, ad Arpae e ai carabinieri forestali.
Ed era stata proprio la preoccupazione per l’Aveto Morto il centro dell’esposto presentato alle autorità da un cittadino che chiedeva chiarezza sulle condizioni dei pesci dopo lo svuotamento della diga di Boschi del 26 maggio: Lanfranchi, da quel sentiero, è tornato con un sacchetto di avannotti morti (i piccoli delle trote, nati da poco): “Sono tantissimi, erano in mezzo al fango, è successo quel che temevamo, non so se i parametri siano stati rispettati, so che là i pesci sono morti e c’è ancora fango”, sottolinea.
È stato un pescatore a chiamarlo, nel fine settimana, allarmato. Il materiale raccolto è stato consegnato ai tecnici competenti della Regione, ad Arpae e ai carabinieri forestali.

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