Nel Bastione del Facsal il Fante, eroismo e tragicità delle guerre
Inaugurata la nuova collocazione dell’opera di Monti con l’apposizione di una targa che recita l’articolo 11 della Costituzione

Patrizia Soffientini
|1 ora fa

L’opera di Monti, realizzata nel 1926
La fredda giornata inaugurale del monumento al Fante viene riscaldata da gesti di affetto. Ecco un mazzo di fiori gialli lasciato non si sa da chi ai piedi della statua riposizionata su Bastione Corneliana dopo il trasferimento da Palazzo Scotti da Sarmato, già Caserma De Sonnaz in via Castello; ecco poi la cura delicata con cui alcuni presenti alla cerimonia puliscono parola per parola la lapide per i soldati del 65esimo reggimento di fanteria caduti nella Grande Guerra che la “commossa fraternità di superstiti volle con questo bronzo glorificare”. Altri soldati pagarono infatti l’opera a memoria dei commilitoni, perché, come ricorda un veterano dei Carabinieri: i fanti furono mandati al massacro, da qui il detto “Chi dice fante dice gloria”.
La cura dell’opera dovrà proseguire, va sistemata una targa dove si ricorda l’autore del monumento, Francesco Riccardo Monti, che lo realizza nel 1926, e va integrata qualche lettera mancante nella dicitura della lapide stessa. La manutenzione sarà a carico del Comune. Sul Pubblico Passeggio la cerimonia inaugurale cade non a caso a soli due giorni dai festeggiamenti delle forze armate, il 4 novembre, e a questa restituzione pubblica della scultura sono presenti autorità militari e civili.





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