Il 2026 è l'anno di Kate Bush

Una sorta di Renaissance, dopo il film "Cime tempestose" e la serie tv "Stranger Things", l'ha fatta conoscere alle giovani generazioni

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|3 ore fa
Kate Bush
Kate Bush
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Il 2026 è l’anno di Kate Bush e questa sorta di Bush-Renaissance è dovuta, principalmente, a due fattori: l’uscita, e il grande successo, del film “Cime tempestose”, (ennesimo rifacimento dell’insuperato capolavoro di William Wyler con Laurence Olivier e Merle Oberon) diretto da Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi; il finale della popolare serie tv “Stranger Things”, che ha utilizzato la canzone “Running up the hill” di Kate.
Ma i segnali c’erano già prima. Intanto, ogni anno - consigliamo un giro su YouTube - da tutto il mondo migliaia di persone si riuniscono per ballare in pubblico sulle note di “Wuthering Heights”, e ciò è accaduto a Folkestone il 26 luglio scorso con una presenza eccezionale. Un omaggio stravagante ma molto sentito alle sue coreografie interpretative nel glorioso e stravagante videoclip del brano. Le stesse riprese dall’attrice Margot Robbie, protagonista dell’omonimo film.
Kate Bush è una di quelle artiste che non si sono mai arrese allo showbiz ed è curioso e istruttivo osservare come certi simboli culturali emergano dopo anni. Certamente, anche dopo l’apice della sua carriera, come artista ha continuato a godere di rispetto e, in qualche caso, di “adorazione”.
Bush, per chi non lo sapesse, è anche una valida compositrice e ha scritto brani con alcuni musicisti geniali, da Prince a Peter Gabriel ed Elton John, ispirando giovani talenti come Björk, Joanna Newsom, St. Vincent e altre sue eredi.
A Kate viene inoltre dato il merito di aver utilizzato in modo pionieristico il sintetizzatore Fairlight negli anni ‘80 e il microfono ad archetto sul palco, di aver prodotto i propri album e aver sviluppato un suono all’avanguardia che combinava bassi potenti con le eteree note alte, i gorgheggi e gli stridii della sua voce straordinaria.


Quando viene lanciata al grande pubblico, nel 1978, suscita unanime ammirazione: è una bellezza dai capelli lunghi e dagli occhi verdi. E probabilmente - così si vocifera... - ad esserne stregato, in tutti i sensi, è anche David Gilmour, il chitarrista dei Pink Floyd che un giorno riceve una musicassetta con Kate che suona e canta. All’epoca lei ha 16 anni, ma lo fa sin da quando era bambina: nella famiglia Bush, la musica è come il pane. David ne resta colpito, la incontra, decide di produrla e di lanciarla. Quando arriva il grande successo con “Wuthering Heights”, la giovanissima Kate vince una sfida: è stata lei a imporsi con i dirigenti della Emi e a volere proprio quel singolo (l’album s’intitola “The kick inside”). Il brano, in fondo, nasce da una sua vera e propria ossessione per il romanzo di Emily Brontë e lei “sente” che è quello giusto.
Intanto, Kate studia danza con Lindsey Kemp e nei suoi video, da quel momento, le sue coreografie saranno tutte leggendarie: da “Baboushka” (1980) a “The Red Shoes” (1994). Non ultimo, attinge alla cultura celtica. Nel frattempo, diventa un’artista amata anche dai seguaci della New Wave e persino dal Punk.
Dalla metà degli anni ‘90, la sua carriera rallenta. Alcuni la definiscono una reclusa. Dopo vent’anni di relazione con il bassista Del Palmer, si è sposa con il chitarrista Danny McIntosh, suo attuale marito, dal quale ha avuto l’unico figlio Albert. Per un bel po’, fa la mamma. E sarà proprio suo figlio a riportarla, nel 2014, in scena in “Before the Dawn”. Perché Kate, negli ultimi anni, si interessa sempre di più al teatro. Ma noi saremmo troppo ingenui, se non pensassimo alla sua musica e alla sua arte come a qualcosa che, sin dall’inizio, già faceva l’occhiolino alla teatralità.
In questi anni, il catalogo di tutta la discografia di Kate Bush si è espanso in incursioni nella musica indie, arricchendosi sempre di più. Lei ha ricevuto numerosi riconoscimenti e i suoi grandi successi, più e più volte, sono stati ripubblicati, coverizzati e utilizzati - anche se mai con l’eco di quest’anno - in film e telefilm.
In uno dei suoi rari post, Kate Bush definisce «fantastico» l’utilizzo di “Running up the hill” nella serie “Stranger Things” e «lieta» che il successo del film “Cime tempestose” abbia contribuito a far conoscere le sue canzoni alle generazioni più giovani.
Noi, che da sempre l’abbiamo amata, continuiamo ad aspettare qualche suo nuovo “coup de théâtre”, nella grande speranza, mai sopita, di poterla intervistare.