Lupi, cani, convivenza: Osso diventa un caso e scatena il dibattito
Dopo la morte del segugio di Michele Serra, sbranato vicino a casa, c’è chi invita alla responsabilità, ma anche i numeri dell’emergenza

Paola Brianti
|1 mese fa

Non è più un fatto privato la triste fine di Osso, il cane del giornalista Michele Serra sbranato dai lupi a pochi metri da casa ad Alta Val Tidone. E non è solo cronaca di una predazione, ma l’innesco di un dibattito divisivo tra chi invoca il contenimento e chi richiama alla responsabilità individuale.
A rispondere al giornalista in una lunga lettera aperta è Daniele Ecotti, presidente dell’associazione “Io non ho paura del lupo”. La sua non è la critica di un ambientalista di città, ma la riflessione di chi su quelle stesse colline ha vissuto da allevatore a Pecorara e oggi da agricoltore in Valtaro. Dall’altra parte del fronte c’è chi, come Daniela Fontana, ha iniziato a contare le predazioni di cani quando ha perso il suo, sull’Aserei tra Mareto e Farini. Quando ancora i lupi erano solo in Valnure, nel 2022. Intanto, da gennaio 2026 ad oggi, sono otto le aziende nel piacentino ufficialmente predate, ossia che hanno presentato domanda di indennizzo.
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