Il primario Nolli: "Non avevamo la necessità di trasferire pazienti in Germania"
Redazione Online
|5 anni fa

Ci sono alcuni punti fermi che il Primario di Terapia intensiva e anestesia all’ospedale di Piacenza Massimo Nolli vuole fissare per far capire come in questi mesi siano stati gestiti i pazienti anche nei momenti più critici.
La partenza è il mancato trasferimento di alcuni malati a Francoforte, in Germania, come ha rivelato nel suo ultimo libro e ribadito alla trasmissione di Telelibertà Nel Mirino l’ex commissario regionale Sergio Venturi. “Parliamo di fine marzo – dice Nolli – e prendemmo questa decisione non per evitare di trasmettere una debolezza del sistema sanitario locale, ma perché non vi era la necessità: i dati dei ricoveri erano in calo ed eravamo certi di poter gestire tutto grazie alle nuove disponibilità di posti letto che erano arrivate da altri ospedali della regione. Sia chiaro – aggiunge – che non abbiamo mai avuto problemi a spostare pazienti altrove, tanto che sono stati 170 in totale, il numero più alto dell’Emilia Romagna. Ma la motivazione è stata sempre organizzativa, essenzialmente legata alla disponibilità di posti letto, perché da noi le attrezzature e le competenze sono sempre state adeguate, non abbiamo mai trasferito nessuno pensando che altrove sarebbe stato curato meglio rispetto a qui”.
Anche perché, prosegue il primario, a essere spostati sono generalmente coloro che possono sopportare il viaggio: “Ovviamente le persone più gravi spesso non sono in grado di sostenerlo, quindi le abbiamo tenute e curate nelle nostre strutture, che sono adeguatamente attrezzate come le altre. Non ci manca nulla, l’unica criticità, indipendente dalla nostra organizzazione, era rappresentata dal numero dei posti letto: noi ne avevamo meno perché l’incidenza del Covid qui era maggiore. E in caso di bisogno, sarebbe andata bene anche Francoforte”.
La partenza è il mancato trasferimento di alcuni malati a Francoforte, in Germania, come ha rivelato nel suo ultimo libro e ribadito alla trasmissione di Telelibertà Nel Mirino l’ex commissario regionale Sergio Venturi. “Parliamo di fine marzo – dice Nolli – e prendemmo questa decisione non per evitare di trasmettere una debolezza del sistema sanitario locale, ma perché non vi era la necessità: i dati dei ricoveri erano in calo ed eravamo certi di poter gestire tutto grazie alle nuove disponibilità di posti letto che erano arrivate da altri ospedali della regione. Sia chiaro – aggiunge – che non abbiamo mai avuto problemi a spostare pazienti altrove, tanto che sono stati 170 in totale, il numero più alto dell’Emilia Romagna. Ma la motivazione è stata sempre organizzativa, essenzialmente legata alla disponibilità di posti letto, perché da noi le attrezzature e le competenze sono sempre state adeguate, non abbiamo mai trasferito nessuno pensando che altrove sarebbe stato curato meglio rispetto a qui”.
Anche perché, prosegue il primario, a essere spostati sono generalmente coloro che possono sopportare il viaggio: “Ovviamente le persone più gravi spesso non sono in grado di sostenerlo, quindi le abbiamo tenute e curate nelle nostre strutture, che sono adeguatamente attrezzate come le altre. Non ci manca nulla, l’unica criticità, indipendente dalla nostra organizzazione, era rappresentata dal numero dei posti letto: noi ne avevamo meno perché l’incidenza del Covid qui era maggiore. E in caso di bisogno, sarebbe andata bene anche Francoforte”.
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