Sanità territoriale, Aft, 116117: Ausl, «Più risposte ai bisogni»
Raffaella Bertè e Gaetano Consentino: le équipe dei medici organizzate per evitare sovrapposizioni tra attività

Simona Segalini
|3 mesi fa

Il numero unico 116117? Non una decisione calata dall’alto ma «un percorso partecipativo». E il sistema di revisione della sanità territoriale «non scaricherà lavoro sui medici». Al contrario, prevederà una prima gestione e un filtro delle chiamate attraverso personale formato, articolato su tre livelli di presa in carico – tecnico, infermieristico e medico – con l’obiettivo di garantire un orientamento appropriato dei cittadini e ridurre accessi impropri e richieste non pertinenti agli ambulatori.
Dopo la granitica presa di posizione del sindacato dei medici di famiglia Snami e del suo presidente Nicola Arcelli - contrario all’introduzione del 116117 nelle équipe Aft - l’Ausl di Piacenza, con Raffaella Bertè, direttrice dipartimento Cure primarie, e Gaetano Cosentino, direttore Assistenza primaria, interviene con una articolata nota di risposta sui dubbi, i timori e le contrarietà espresse da Snami (mentre il documento di riforma regionale della sanità territoriale ha incassato le firme di Fimmg, Cisl Medici e Fmt).
«E’ importante innanzitutto rassicurare i cittadini: non c’è alcun rischio di riduzione della qualità dell’assistenza. Al contrario, il nuovo modello organizzativo che si sta introducendo va nella direzione opposta: rafforzare i servizi, aumentarne l’accessibilità e migliorare l’orientamento dei cittadini, mantenendo sempre centrale la relazione con il proprio medico di fiducia».


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