Stop alla carne di maiale nelle mense, Belli: «Scelta assurda e diseducativa»

Il Consorzio Salumi chiede un incontro alla sindaca. Intanto monta la polemica. Lega e Fn: «Reinserirla subito nei menu»

Marcello Pollastri
|5 ore fa
Stop alla carne di maiale nelle mense, Belli: «Scelta assurda e diseducativa»
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Una scelta «assurda», che si trasforma in un caso politico e che, secondo chi la contesta, solleva interrogativi sul rapporto tra le mense scolastiche e la valorizzazione delle eccellenze alimentari del territorio. La decisione della commissione mense, di cui fanno parte Ausl e Comune, di eliminare dal menu autunno-inverno delle refezioni scolastiche piacentine la carne di maiale (dalla coppa alla lonza fino al prosciutto cotto) provoca una raffica di reazioni. Dopo lo scontro a distanza tra la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Sara Soresi e l’assessore alle Politiche dell’infanzia Mario Dadati, ora intervengono il Consorzio Salumi Dop, la Lega e Futuro Nazionale.
A prendere posizione per primo è Roberto Belli, presidente del Consorzio Salumi Dop, che ha già scritto alla sindaca Katia Tarasconi chiedendo un incontro e, soprattutto, «spiegazioni ufficiali» sulla decisione. Nel mirino c’è soprattutto la coppa, che fino allo scorso anno compariva una volta al mese nel menu delle scuole, abbinata alla robiola.
Belli parla apertamente di una «contraddizione» che, a suo giudizio, merita di essere chiarita. Il riferimento è anche alla recente promozione del Panino 1714, con coppa e Asiago, presentato proprio a Palazzo Farnese. «Da una parte si promuove un panino con la coppa e l’Asiago e poi lo si toglie dalle mense – osserva il presidente del Consorzio –. Mi sembra anche un pessimo segnale rispetto agli sforzi che sta mettendo in atto il Consorzio, tra cui quello di educazione alimentare proprio nelle scuole».
Un’attività che, spiega Belli, comprende anche iniziative rivolte direttamente ai bambini, come una sorta di gioco dell’oca dedicato alla conoscenza degli alimenti e delle produzioni del territorio. «Attività tra l’altro finanziate anche dal ministero dell’Agricoltura», sottolinea.
Il nodo principale resta però la motivazione legata alla sicurezza.