L’amicizia più difficile è quella con sé stessi

Tra un meme, lo shampoo e Netflix abbiamo perso il pezzo più importante. Adesso occorre fare pace con il silenzio

Anna Morando
|21 ore fa
L’amicizia più difficile  è quella  con sé stessi
2 MIN DI LETTURA
Bentornati cari amici lettori, oggi parliamo di una cosa su cui forse non vi siete mai fermati a riflettere, perché nel momento in cui avreste potuto farlo, avete aperto Instagram. O TikTok. O avete iniziato a guardare le storie di quella persona conosciuta in una serata in discoteca 10 anni fa (e mai più rivista) ma di cui seguite la vita con dedizione enciclopedica.
Parlo dello ‘stare soli’. Non la solitudine triste, quella da film in bianco e nero con la pioggia sul vetro e una canzone strappalacrime di sottofondo. Parlo di stare soli e basta. Senza musica, senza serie tv, senza scrollare. Solo tu, il silenzio, e i tuoi pensieri — che appena li lasci liberi iniziano a fare cose molto strane, come ricordarti quella figuraccia fatta nel 2011 con l’autista dell’autobus alle tre di notte.
Ammettiamolo: siamo diventati incapaci di annoiarci. La noia vera, quella sana, è diventata una specie a rischio di estinzione, come i panda, ma meno fotogenica.
Aspetti l’autobus? Prendi il telefono. Mangi da solo? Guardi qualcosa sul telefono. Vai in bagno? Che fai non scrolli tiktok mentre sei sulla tazza?. Ricordo con malinconia quando al bagno andavo io col mio topolino e alla fine ci stavo 30/40 minuti solo perché mi perdevo a leggere. E in assenza di quello, andava bene anche il retro dello shampoo. Ho imparato cose molto interessanti sulla tazza.
E non fare quella faccia, lo facciamo tutti, è inutile negarlo. Ogni secondo libero viene immediatamente colonizzato da qualcosa: un podcast, una storia, un video di qualcuno che ti spiega come vivere meglio mentre tu stai guardando il telefono sdraiato sul letto dal lato dove arriva il cavo del caricabatterie.
Il problema, secondo me, è che in tutto questo rumore, non ci sentiamo mai davvero. E quando per qualche motivo il telefono finisce la batteria arriva il panico, roba da sopravvivenza, paragonabile solo all’aprire una mail di lavoro il lunedì mattina, e ti ritrovi faccia a faccia con te stesso. E non sai bene cosa dirti. Probabilmente neanche come rompere il ghiaccio.
Perché nessuno ci ha insegnato a frequentarci.
Ci hanno insegnato a essere bravi a scuola, a lavorare, a essere educati, a fare team. Ma a stare con noi stessi, a conoscerci davvero, quello no; una materia non prevista dal programma scolastico (così come l’educazione finanziaria, motivo per cui ci ritroviamo metà popolazione italiana in difficoltà) che ci ha provocato una lacuna enorme. Tra un verso della Divina commedia e i logaritmi avrebbero potuto infilarci almeno un’oretta.
E fu così che camminando in una selva oscura, arriviamo ad una certa età e ci accorgiamo di essere dei perfetti sconosciuti a noi stessi. Conosciamo a memoria le battute di tre serie tv, le sigle dei cartoni animati, conosciamo i drammi dei nostri creatori preferiti, ma non sappiamo rispondere a domande banali tipo: cosa mi fa stare bene davvero? Cosa voglio? Come posso ottenerlo?
Io stessa ci ho messo anni a capire che non ero brava a stare sola. Pensavo di esserlo, perché stavo bene anche senza compagnia, ma in realtà stavo semplicemente bene con Netflix, con i social, con il telefono. Non ero sola. Ero sempre circondata da qualcosa. Praticamente un open space digitale, sempre aperto, sempre rumoroso.
Stare soli davvero è un’altra cosa, forse è un po’ scomodo, all’inizio. I pensieri girano, la testa va in posti che di solito eviti, emergono cose che preferiresti non guardare. È come fare le pulizie in una stanza che tieni sempre chiusa: la polvere la trovi, e ne trovi pure tanta. E proprio lì, vicino a quei pantaloni che cercavi da anni e in cui trovi 5 euro piegati nella tasca, esultando come se avessi appena vinto ai Mondiali, puoi trovare qualche risposta che non ti aspettavi.
Poi, poco a poco, inizi a conoscerti meglio: scopri che hai opinioni tue su cose che non hai mai discusso con nessuno, che hai qualità e doti che non pensavi di avere.
In fondo, alla fine, l’unica persona con cui passerai tutta la vita, senza poter cancellare all’ultimo minuto con una scusa vaga, sei tu. Forse vale la pena conoscerla un po’ meglio, no?