L'allarme dei pescatori: "Torrenti senza pesci, la Regione li ripopoli"
Redazione Online
|1 anno fa

Nei torrenti di montagna la vita per i pesci è sempre più difficile: l’acqua scarseggia, gli alvei sono spianati e i cormorani predano facilmente. La conferma arriva da uno studio commissionato dalla Fipsas sui fiumi Trebbia, Nure e Aveto. I risultati, da nove stazioni di rilevamento, mostrano una drastica diminuzione dei pesci, con ciprinidi quasi assenti e salmonidi in grave carenza: l’unica trota oltre i 20 cm è stata trovata in Trebbia, a valle di Valsigiara. Le cause principali sono la mancanza di rifugi naturali, le alluvioni e la presenza di predatori ittiofagi. Per invertire la rotta, lo studio propone l’immissione di 400mila uova embrionate (con la tecnica del “coocooning”), 300mila avannotti nei tratti alti dei torrenti, 200mila trotelle nei tratti inferiori e trote adulte (25-30 cm) in primavera, istituendo zone a “pescosità rafforzata” per almeno 3-4 anni. La Fipsas, pronta a sostenere i costi per le trote adulte, ha presentato il piano alla Regione, che però non ha ancora risposto. “Fiumi ricchi di pesci – sottolineano dalla Fipsas – tutelano ambiente ed economia”.
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