Pianazze, la Villa si protegge da vandali ed “esploratori”
Accessi blindati e sigillati dopo le incursioni abusive. Disabitata dal 2015 è in attesa di una vendita che non arriva

Federico Frighi
|2 mesi fa

Villa Regina Mundi al passo delle Pianazze
Villa Regina Mundi blindata e sigillata dopo le incursioni dei vandali e degli appassionati di luoghi abbandonati. Lo ha deciso la diocesi di Piacenza-Bobbio che ha previsto per i prossimi giorni una nuova chiusura più resistente ai v archi che nel tempo sono stati aperti da ignoti.
Recentemente atti vandalici hanno aperto passaggi tra finestre e porte dei ben quattro piani dell’ex casa vacanze estive dei seminaristi diocesani, realizzata nel 1956, poi luogo di soggiorni di anziani, attività sportive e convegnistiche. Varchi che sono stati utilizzati anche dagli appassionati di luoghi abbandonati per reportage su ciò che rimane. L’ultimo avvenuto nello scorso agosto con un filmato ancora oggi visibile on line e foto postate su un profilo Facebook. Attività non gradite alla diocesi che ha scritto una lettera agli interessati sottolineando come Villa Regina Mundi non sia abbandonata, abbia un proprietario e gli spazi siano proprietà privata.
Il “seminario estivo” del passo delle Pianazze, a 960 metri di altidudine, è proprietà della fondazione Guglielmani-Prandoni-Ghizzoni, come anche il Seminario urbano di via Scalabrini. Si tratta di un ente giuridico - collegato alla diocesi - nato nel 1827 con l’obiettivo di sostenere le vocazioni sacerdotali e religiose e favorire percorsi educativi e scolastici improntati ai valori della religione cattolica.
Fu utilizzato come casa di villeggiatura estiva per seminaristi sino agli anni ‘70-’72. Ristrutturato dal vescovo Enrico Manfredini, divenne sede di ritiri spirituali, dei tradizionali soggiorni estivi per la terza età e fino al 2012, del convegno pastorale diocesano d’inizio anno. La villa - sotto la direzione di don Premoli - negli anni Ottanta, Novanta e all’inizio del Duemila riuscì ad attrarre decine di iniziative organizzate da realtà politiche, universitarie, sportive, ecclesiali. In cerca di un luogo dove ritemprare membra e spirito lontani dalla folla.
Tutto bene fino al 2007, quando due villeggianti persero la vita dopo aver contratto il batterio della legionella. Sette anni dopo la chiusura definitiva a causa dei costi troppo onerosi per l’ammodernamento.
Da allora il blasonato immobile è in vendita. Ottanta stanze, quat-tro piani, una capienza di oltre 130 persone, mille metri quadrati coperti, tredici ettari di parco secolare con pini, querce e faggi, viali attrezzati con panchine, un campo da calcio, uno da bocce, un campo giochi, una chiesa con cento posti a sedere e una sorgente di acqua.
Nel novembre del 2021 Libertà diede notizia di una società con sede all’estero determinata a realizzare una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) dedicata ad anziani non autosufficienti, ma anche ad adulti disabili. Non se ne fece nulla.
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