Voci di provincia. Gli invisibili al dormitorio che non si immaginano il domani
Redazione Online
|4 anni fa

Al rifugio “Segadelli”, in stazione, passano tossicodipendenti, senza dimora, badanti buttate fuori casa dopo la morte dell’anziano assistito, persone in carrozzina, malate, senza un lavoro. Ognuno ha una storia pesante sulle spalle, e invece davanti a sè vede il vuoto, “No, non riesco a sognare”, “Il domani? Eh non lo immagino”, qualcuno li chiama gli invisibili, sempre sulla soglia della vita, quelli che al dormitorio prima gestito dalla Ronda della carità e oggi dalla Comunità Papa Giovanni XXIII hanno trovato “l’unica famiglia”. Siamo stati con loro una sera. Servono coperte, da lasciare a chi non trova spazio al “Segadelli”, visto che i posti sono ancora ridotti dal Covid. – di Elisa Malacalza. Editing e sound design Matteo Capra.
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