Processo dopo il sequestro. "Termoscanner per trovare la cocaina nascosta nel tir"
Redazione Online
|4 anni fa

Quarantatré chili di cocaina in viaggio fra il Piemonte e Piacenza a bordo di un tir che è stato costantemente monitorato dalla polizia fino a quando il carico è stato intercettato e recuperato. Due gli imputati per questo tesoro in cocaina. Si tratta di due autotrasportatori albanesi, uno dei quali ha guidato il tir fino a Piacenza, l’altro ha invece guidato il camion fino a Parma dove è stato fermato.
Per il primo con rito abbreviato in precedenza sono stati chiesti 10 anni, il secondo oggi davanti al collegio del tribunale di Piacenza si è sempre detto innocente. Hanno testimoniato poliziotti delle squadre mobili di Piacenza, Forlì, Torino. All’operazione ha preso parte anche la Stradale di Modena. Il camion è stato seguito fin dal confine, fermato a Susa e sottoposto a due perquisizioni, ognuna delle quali con cani antidroga della Finanza. Non è stato trovato nulla e il tir è ripartito, arrivando a Piacenza dove il primo autista ha lasciato per cedere il posto ad un collega che ripartito è stato fermato nell’area di sosta San Martino sull’autostrada dalla polizia che continuava a seguirlo in auto senza insegne e in abiti borghesi. Nuova perquisizione del camion ma nulla è stato trovato. Il mezzo pesante è stato allora condotto al porto di Ravenna e analizzato con un termo scanner che ha segnalato qualcosa che non andava. La polizia solo dopo una paziente ricerca ha smontato parti in lamiera e assi del rimorchio e in un vano vi ha trovato uno scrigno contenente la cocaina. I trafficanti per estrarla dal vano montato nel telaio del rimorchio avevano preparato un enorme calamita che è stata poi trovata nella cabina del tir.
Il processo è stato rinviato a giugno.
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