Spaventapasseri in Val Stirone: la tradizione prosegue tra Piacentino e Parmense

Non servono più per spaventare gli uccelli, ma oggi acchiappiamo like e sono molto "instagrammabili"

Donata Meneghelli
|3 ore fa
- © Libertà/Donata Meneghelli
- © Libertà/Donata Meneghelli
1 MIN DI LETTURA
Nelle antiche culture contadine si metteva nei campi una croce di legno per proteggere il raccolto. Col passare del tempo, la croce fu coperta di paglia, cappellaccio e stracci per farla sembrare un guardiano umano. Nacquero gli spaventapasseri, che hanno nutrito anche l’immaginario collettivo contemporaneo; basti pensare al personaggio del Mago di Oz o ad uno dei nemici di Batman. Gli spaventapasseri della Val Stirone sono invece innocui, simpatici, colorati. Ciascuno di loro può raccontare una storia: vecchi mestieri, come il fabbro, il lattoniere, il casaro, il raccoglitore di funghi. Può persino dare ammonimenti, come quello di ‘andar piano’ sulle strade. 
La Val Stirone, area rurale ai confini del territorio di Parma e Piacenza, tra i comuni di Fidenza, Salsomaggiore, Alseno, Vernasca, continua la tradizione di allestire fantocci di paglia. Non servono più per spaventare gli uccelli. Gli spaventapasseri iconici della Val Stirone oggi acchiappiamo like e sono molto "instagrammabili". La tradizione nasce dal fatto che una delle località di Scipione di Salsomaggiore, si chiama proprio Case Passeri. In un raggio di una ventina di chilometri dalla ‘capitale’ degli spaventapasseri, potreste allora trovare fantocci di ogni tipo: la ballerina, l’innamorato che ha perso la testa, la radice diventata donna, il lupo ce sta vicino a via Bocca. La creatività la fa da padrona. Da qualche anno, come base per i personaggi, alcuni agricoltori usano anche le balle di fieno: si trasformano in gallina, in bambina, in tacchino, in uomo ragno. Ogni creatura di paglia racconta una storia.