Tragedia di Mirafiori, i carabinieri rinnovano l'appello all' "eroe" del Trebbia
Redazione Online
|13 anni fa

E’ ancora senza nome l’uomo “eroe” che domenica si è tuffato nelle insidiose acque di Mirafiori per salvare un bimbo marocchino di 11 anni in difficoltà. I testimoni hanno parlato di una persona probabilmente straniera che subito dopo si è allontanata, i carabinieri lo invitano a presentarsi in caserma per ricostruire la vicenda ma soprattutto per consegnargli un riconoscimento per il gesto di coraggio che ha consentito ad un bambino di essere ancora vivo. Il padre invece non ce l’ha fatta. Pur non sapendo nuotare, non ha esitato ad immergersi per salvare il figlio. Mohammed Rakik è morto annegato. Aveva 44 anni e viveva a Borgonovo con la moglie e i due figli. I figli che per lui erano tutto, come hanno ricordato i conoscenti. Si era laureato in giurisprudenza in Marocco e il suo sogno era che anche i suoi bambini un giorno potessero studiare. Originario di Casablanca, nel 2007 era arrivato in Italia ed aveva trovato lavoro come operaio per una cooperativa all’interno dell’azienda Lpr di San Nicolò. L’autopsia sul corpo non è stata disposta, presto la salma partirà per il Marocco dove si svolgerà il rito funebre.
Gli articoli più letti della settimana
1.
L’addio degli amici a Deborah: «La sua voce illuminava i volti»
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore
4.
L’operaio è in malattia ma fa lo steward al Palabanca: «Licenziamento giusto»

