"Negli hospice calore ed empatia grazie agli operatori sanitari"
Redazione Online
|4 anni fa

All’Hospice Casa di Iris a Piacenza, i familiari dei pazienti possono dormire accanto ai loro cari perché nelle stanze sono presenti poltrone letto, possono anche mangiare con loro per ricreare il clima di casa. Non è stato così nella fase acuta della pandemia che, in alcuni casi, ha strappato gli affetti negli ultimi giorni di vita dei malati. In queste strutture sono ricoverati i pazienti più fragili, per tutelarli senza far mancare loro il calore e l’empatia, sono stati reinventati spazi e percorsi. Gli operatori sanitari spesso si sono sostituiti ai familiari contagiati dal Covid o impossibilitati ad accedere alla struttura.
“Abbiamo dovuto modulare e limitare gli accessi dei parenti e anche dei volontari che per noi sono una risorsa preziosa, sono parte integrante dell’equipe di cura. A fare la differenza è stato il sostegno della rete delle cure palliative e la dedizione degli operatori sanitari. Sono rimasta colpita dalla capacità del gruppo di rimanere unita in una fase così difficile” ha raccontato la coordinatrice Nicoletta Crosignani.
“Abbiamo dovuto modulare e limitare gli accessi dei parenti e anche dei volontari che per noi sono una risorsa preziosa, sono parte integrante dell’equipe di cura. A fare la differenza è stato il sostegno della rete delle cure palliative e la dedizione degli operatori sanitari. Sono rimasta colpita dalla capacità del gruppo di rimanere unita in una fase così difficile” ha raccontato la coordinatrice Nicoletta Crosignani.
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