Trasferimento del Coin, i commenti: «Che futuro per la galleria?»
Perplessità nelle associazioni di categoria: «In questo modo si va a chiudere un buco ma se ne apre un altro»
Elisabetta Paraboschi
|1 mese fa

La notizia del trasferimento del Coin di Piacenza, che lascerà la storica sede di corso Vittorio Emanuele per «accasarsi» in via XX settembre nei locali dell'ex H&M, ha lasciato praticamente di stucco la città e ha innescato una profonda riflessione da parte delle associazioni di categoria, preoccupate per gli equilibri tra le diverse arterie commerciali della città.
Sul tema si è espresso chiaramente Fabrizio Samuelli, direttore di Confesercenti Piacenza, che fotografa così la situazione: «In questo modo si va a chiudere un buco ma se ne apre un altro - spiega - ora occorre trovare nuove idee e proposte per lo spazio lasciato libero, una presenza anche fisica riconosciuta da decenni».
Anche Gianluca Barbieri, direttore di Confcommercio Piacenza, accoglie la novità con un misto di sollievo per la via di destinazione e forte apprensione per l'asse che viene abbandonato. «Lascia perplessi il fatto che si crei un vuoto: come rivitalizzare l’immobile e la galleria che dà segni di decadenza?» si domanda il direttore di Confcommercio.
Per il futuro dello spazio liberato, Barbieri tratteggia due possibili strade: «Un’ipotesi potrebbe essere quella di ospitare un grande marchio di qualità con risonanza alla pari del Coin oppure spezzettarlo in negozi di vicinato» abbozza.
A dare voce a chi vive quotidianamente la realtà della galleria del corso è Roberto Leonardi dello storico cinema teatro Politeama, una delle pochissime attività rimaste a presidiare l'area. Il suo commento è lucido e rassegnato: «È il commercio - spiega -; la speranza è che venga qualcun altro, anche se non è un momento favorevole: ma noi non ci perdiamo d’animo».
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