Biometano, da Sarmato no alla procedura semplificata
Il nuovo impianto non potrà essere realizzato come pensato dalla società Apis Pc1. Il Comune ha confermato il suo no. Non ci sono garanzie sufficienti
Cristian Brusamonti
|4 giorni fa

Il municipio di Sarmato
Il nuovo impianto di biometano di Sarmato, così come pensato dalla società Apis Pc1, non potrà essere realizzato: giovedì il Comune ha confermato il suo “no” alla domanda di Procedura abilitativa semplificata (Pas), che chiedeva la possibilità di modificare la “ricetta” di alimentazione del futuro impianto per la produzione di gas da reflui zootecnici che sarà costruito alle porte del paese. Questo non significa però uno stop all’impianto: resta valida, infatti, l’autorizzazione ambientale già rilasciata da Arpae a novembre 2024.
Nelle ultime settimane, le rassicurazioni di Apis Pc1 sulle modifiche all’impianto non sono bastate a convincere il Comune per il rilascio della Pas. Infatti secondo il Comune - che fa proprie anche le perplessità di Arpae, Ausl e del consulente Crpa - con la nuova “ricetta” di alimentazione il privato sarebbe in difficoltà nella gestione della biomassa da stoccare, con conseguenti ricadute sulla qualità dell’aria: una modifica tale, in altre parole, da richiedere una nuova autorizzazione ambientale piuttosto che una più contenuta procedura semplificata.
Quali sono le prospettive
Apis Pc1, in altre parole, non avrebbe fornito garanzie sufficienti o chiarimenti tali da consentire al Comune di dare il suo assenso alla proposta. Dopo quattro mesi di lavoro degli uffici, è arrivato quindi il “no” ufficiale. Quali sono adesso le prospettive per il nuovo impianto di biometano? La società Apis Pc1 - che finora ha sempre avuto e mantiene la possibilità di costruire l’impianto - potrebbe fare ricorso contro il provvedimento comunale entro 60 giorni, presentare una nuova Pas oppure, più probabilmente, tornare al progetto originario: quello per cui ha già ottenuto il via libera da Arpae nel 2024 (anche se con 174 prescrizioni da rispettare). In quest’ultimo caso, non ci sarebbero più ostacoli alla costruzione del maxi-impianto.

