Cascina Bossina, ai venti lavoratori immigrati tagliati luce e gas
Le ragioni del blocco delle utenze sono poco chiare, ma ci si muove certamente in un ambito privatistico legato alla proprietà dell’immobile

Marcello Pollastri
|1 settimana fa

Cascina Bossina - foto Pollastri
Da quindici giorni vivono senza luce e senza gas. Una condizione che ha aggravato una situazione già al limite. Ci troviamo a Cascina Bossina, alle porte della città, lungo la strada che porta a Cortemaggiore: qui un gruppo di 15-20 giovani lavoratori stranieri, per lo più africani tra i 20 e i 30 anni, si ritrova improvvisamente privo dei servizi essenziali, senza spiegazioni chiare e senza alternative concrete.
Nella palazzina, dentro fatiscente e segnata dal tempo, si continua a vivere arrangiandosi. Vista l’emergenza l’acqua viene presa da un pozzo nelle vicinanze e viene scaldata con bombole di gas, utilizzate anche per cucinare. Le stanze sono al buio. Il disagio è evidente. Eppure non si tratta di persone nullafacenti o ai margini per scelta. Sono lavoratori. Le ragioni del blocco delle utenze sono poco chiare, ma ci si muove certamente in un ambito privatistico legato alla proprietà dell’immobile.


