Percorsi dello spirito, al carcere delle Novate: «Serve una cappella»

Tolta nel 2019 con la promessa di un nuovo spazio, non è stata mai rimpiazzata. Don Affri: «Importante un luogo per il raccoglimento»

Federico Frighi
Federico Frighi
|3 ore fa
Il carcere delle Novate
Il carcere delle Novate
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La rieducazione del detenuto passa anche attraverso il cammino spirituale che si compie in carcere, un cammino di redenzione che ha bisogno di accompagnamento con parole, scritti ma anche simboli e spazi. Ecco perché nel carcere di Piacenza, per i detenuti di religione cattolica, esiste una cappellania con un cappellano - un sacerdote - designato dal vescovo. Un servizio che però, da sette anni a questa parte, è monco. Dal 2019 manca una cappella dove poter celebrare la messa, manca un tabernacolo con il Santissimo, ovvero l’ostia che rappresenta per i cristiani la presenza reale di Gesù Cristo. Lo chiedono a bassa voce i detenuti, lo chiede a bassa voce il cappellano don Adamo Affri. A fianco pubblichiamo la testimonianza di un detenuto raccolta da don Affri, frutto di un percorso spirituale accompagnato dalla cappellania del carcere. Parla della necessità della messa, delle scritture, dei canti “per svuotare il cuore”.