Quei fiori rubati al cimitero messaggio al “ladro di galline”

Si susseguono gli episodi al camposanto di San Lazzaro La rabbia dei cittadini

Angela Zeppi
|1 ora fa
Quei fiori rubati al cimitero messaggio al “ladro di galline”
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Un tipo di furto risulta particolarmente odiato dai piacentini: la razzia di fiori nei cimiteri. Arrivano alla ribalta le sottrazioni di manufatti in bronzo o catene che delimitano le cappelle. In pratica gli oggetti che, se rivenduti, hanno un congruo valore. Ma spesso non arriva alle denunce e alle statistiche lo stillicidio silenzioso che subisce chi vede sparire un mazzolino apposto con amore e malinconia a una lapide. Eppure, ascoltando la gente, è un fenomeno tutt’altro che trascurabile.
Piange, l’89enne Norma al cimitero di San Lazzaro. «Hanno di nuovo portato via i fiori al mio Carlo» e mostra la tomba del marito impoverita. «Dovrò cercare una soluzione come la signora là in fondo» mormora. Poco più avanti c’è infatti un sepolcro a terra sormontato da una pesante pietra artistica. Sotto, un’iscrizione plastificata è indirizzata «al ladro di fiori e di galline» scusandosi «se non metto più fiori ma cose durevoli». La missiva termina con l’epiteto «cervello assente». E l’insulto potrebbe essere centrato: corre voce che la razzia di fiori a San Lazzaro sia quasi sempre opera di una donna con problemi psicologici.