Solitudine, uso di sostanze e alcol: educatori di strada contro il disagio giovanile
Duecento contatti in un anno, occhi che osservano ma non giudicano e cercano di favorire un percorso di reinserimento
Redazione
|7 ore fa

Vanno incontro ai giovani “irraggiungibili”, specie quelli che appaiono ad alto rischio disagio. Li cercano nei luoghi dove si ritrovano, nei giardini, nelle strade meno frequentate, nelle piazze. Tentano un confronto attraverso un dialogo aperto. Per capire, conoscere e farsi conoscere come “adulti a cui poter fare riferimento”, per instaurare relazioni che possano in qualche modo farli sentire meno soli, nel senso di meno abbandonati a se stessi. E pare che questa forma di “educativa di strada” stia funzionando. Loro sono educatori di Fondazione La Ricerca di Piacenza e della cooperativa Famiglia Nuova di Lodi.
Entrati in azione dal 2021 con il Progetto Tag, promosso e sostenuto dal SerDP dell’Ausl Piacenza, quest’anno hanno deciso di parlare di questa esperienza anche agli adulti, così insieme ai colleghi della cooperativa L’Arco, che sempre in collaborazione con il SerDP piacentino con il progetto PO.LE. Street dell’Ausl, fanno azioni di prevenzione e counseling incontrando ragazzi e giovani adulti nei loro luoghi di ritrovo.
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