Vent'anni dalla tragedia della Besurica: «Un sacrificio che evitò un dramma più grande»

Piacenza ricorda i tre membri dell’equipaggio algerino morti nello schianto dell'aereo, con una commemorazione nel segno della memoria e della fratellanza

Marcello Tassi
Marcello Tassi
|1 ora fa
Vent'anni dalla tragedia della Besurica: «Un sacrificio che evitò un dramma più grande»
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«Era sera, era iniziato da poco il turno di notte e si vedevano le luci della Besurica, le luci delle case, che erano vicinissime. Il mio primo pensiero è stato: se fosse caduto qualche centinaio di metri più in là, sarebbe finito proprio sulle abitazioni. Poi siamo scesi e abbiamo iniziato le ricerche. Abbiamo trovato soltanto detriti e, purtroppo, nessun corpo integro».
Enrica Rossi, direttore medico del 118 di Piacenza, era tra i primi soccorritori arrivati alla Besurica il 13 agosto del 2006, quando un cargo di Air Algerie precipitò nei campi, dopo aver sfiorato le case del quartiere.
A bordo c’erano tre uomini: il comandante Abdou Mohamed, il copilota Mohamed Tayeb Bederina e il tecnico di bordo Moustafa Khadid. Morirono tutti nello schianto. Vent’anni dopo, questa mattina, la loro memoria è stata affidata alla consueta commemorazione. Alla cerimonia hanno partecipato le istituzioni civili e militari, le autorità religiose e sanitarie, insieme a quanti quel giorno furono impegnati nei soccorsi, purtroppo senza poter salvare i tre membri dell’equipaggio.
«Credo che sia un momento doveroso – spiega la sindaca Katia Tarasconi – dopo vent’anni rendere omaggio a chi ha dato la propria vita per salvare quella degli altri e ha così evitato un’enorme tragedia». Un sacrificio che ha creato negli anni un legame particolare tra Piacenza e le tre vittime algerine, diventato anche occasione di incontro e dialogo tra comunità diverse. «Per la nostra comunità – afferma il presidente della Comunità Islamica di Piacenza, Shkelqim Lecini – è un importantissimo gesto dei due piloti, che hanno sacrificato la loro vita per salvare tante altre vite». Un legame ribadito questa mattina anche dalla presenza dei rappresentanti del Consolato algerino in Italia. Nel segno della fratellanza e del dialogo tra comunità religiose si è quindi chiusa la commemorazione. «Anche la comunità islamica – ha concluso il vescovo Adriano Cevolotto – ha espresso in più occasioni vicinanza quando ci sono stati dei lutti che ci hanno coinvolto. Oggi mi sembra doverosa, così, questa mia presenza».
Vent’anni dopo, Piacenza continua a ricordare.