Centri estivi, corsa ai contributi: in 9 anni richieste raddoppiate
Conciliazione dei tempi vita-lavoro, il 14% delle richieste arriva da famiglie straniere

Nicoletta Marenghi
|2 ore fa

Centri estivi
Le vacanze estive sono tanto attese dagli studenti quanto problematiche per la gestione familiare. I centri estivi vengono in aiuto, ma hanno un costo. Da nove anni ormai, la Regione Emilia-Romagna fornisce contributi alle famiglie richiedenti, nell’ambito del progetto per “il contrasto alle povertà educative e la conciliazione vita-lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di centri estivi”.
Domande in aumento
Nel corso degli anni, il numero di richieste è stato in costante aumento. Il Distretto di Ponente, che comprende 18 Comuni, ha pubblicato la graduatoria provvisoria dei contributi richiesti per bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni (e fino a 17 in caso di disabilità). In totale sono pervenute circa 500 richieste, per un totale di oltre 125mila euro. Le domande in regola con la documentazione sono risultate 469. Per poter accedere al contributo, occorrono determinati requisiti legati alla legge 104 o all’Isee, ulteriori controlli sono tuttora in corso.
«Nei primi anni le domande erano circa 200, ora siamo arrivati a circa 500. In generale vengono accolte quasi tutte e i fondi sono sempre stati sufficienti, anzi talvolta abbiamo avanzato», spiega Silvia Castagna, responsabile dei Servizi sociali del Comune capofila, ovvero Castel San Giovanni.
Dall’analisi dei dati degli ultimi anni emerge che nel 2024 erano state presentate 473 domande (448 ammesse), nel 2025 sono state ammesse tutte le 482 domande e quest’anno il totale è di 509, ammesse 469.
I Comuni che presentano più domande in percentuale sono Castel San Giovanni, Gossolengo e Rottofreno.
Famiglie straniere
«La percentuale di domande da parte di famiglie straniere, in media, è del 14%, ma ci sono picchi a Sarmato, oltre il 30%, a Castel San Giovanni, dove si raggiunge il 25%, poi c’è Ziano - fa sapere Silvia Castagna -. In alcuni paesi, invece, la richiesta delle famiglie straniere è bassa: ad esempio, ad Agazzano è solo del 5%. L’andamento dunque è molto vario all’interno del Distretto». Alcune famiglie hanno a casa un genitore oppure hanno la possibilità di avere qui altri familiari che possono accudire i figli. In ogni caso, occorre tenere presente che il contributo non copre tutta la retta, ma una parte.

