“Inchiostro d’autore” per riscoprire penna e macchina da scrivere
Cortemaggiore, tre mesi con le stilografiche e le Olivetti d’epoca alle scuole medie. Risultato: 140 testi prodotti dai ragazzi
Valentina Paderni
|1 ora fa

Le immagini del laboratorio 'Inchiostro d’autore’ ideato dal professor Niccolò Pisi
Cosa accade se la scrittura digitale viene “superata” con il ritorno dei tradizionali strumenti di scrittura? Ce lo svela il geniale laboratorio “Inchiostro d’autore”, ideato dal professor Niccolò Pisi e declinato attraverso due diverse esperienze didattiche. Protagonisti di questo coinvolgente esperimento sono stati gli studenti delle medie di Cortemaggiore, chiamati a confrontarsi con una scrittura a mano a cui oggi siamo sempre meno allenati.
«In una società nella quale la pratica della scrittura è sempre più mortificata dal precoce e indiscriminato impiego degli schermi digitali - spiega il docente - il laboratorio ha dato modo ai partecipanti di vivere un’esperienza unica: imparare a esprimersi sulla pagina bianca con oggetti ricchi di storia e di fascino, le penne stilografiche».
Per tre mesi ragazzi e ragazze hanno preso appunti, scritto temi e svolto verifiche utilizzando le “biro a serbatoio”, con curiosità ed entusiasmo. Ne sono stati apprezzati il suono del pennino che scorre sul foglio, il colore più vivace dell’inchiostro sulla carta, le diverse tipologie di caricamento.

