Terra, fatica, passione: i segreti del successo della patata di Mareto

Dalle varietà storiche coltivate a mano, al podio conquistato da Bertino Figoni, 90 anni: un viaggio alla storica mostra mercato

Nadia Plucani
|2 ore fa
I partecipanti alla mostra mercato della patata 2026 premiati dalle autorità - © Libertà/Nadia Plucani
I partecipanti alla mostra mercato della patata 2026 premiati dalle autorità - © Libertà/Nadia Plucani
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A mille metri d’altezza, sull’Appennino piacentino, la patata torna regina: a Mareto si è chiusa con grande successo di pubblico domenica la 59esima edizione della tradizionale mostra mercato, un vero e proprio inno alla qualità e alla biodiversità locale. Un’intera giornata dedicata non solo a un’eccellenza da portare in tavola, ma anche alla tradizione di una comunità, organizzata dal Comune di Farini, dal circolo Aserei, dall’albergo ristorante Morandi e bar Chiappelloni.
Il piccolo borgo è stato chiuso al traffico e lungo la strada diverse bancarelle hanno fatto bella mostra di sé, con le patate in primo piano, ma anche con miele, castagne, fiori, vino, con i produttori sempre disponibili a spiegarne le caratteristiche, le fasi di produzione, la bontà e la bellezza.
Una dozzina i pataticoltori che hanno portato in mostra la loro produzione – in particolare le varietà Kennebec, Spunta, Desirée, Monalisa, per essere valutata dai tecnici Silvia Pezzutto, docente di scienze agrarie al Raineri-Marcora di Piacenza, e Marco Francolini, agronomo direttore dell’istituto agrario di Castel San Giovanni. «Abbiamo valutato sia la presentazione nei cestini, che contenevano le patate insieme ad altri prodotti della terra, dagli ortaggi alla lavanda – affermano – sia la percentuale di amido nella polpa».