Comunità Papa Giovanni, una storia di accoglienza che va avanti da 35 anni
Inaugurata nel 1991 a Cassolo di Arcello, poco sopra Pianello, in una vecchia cascina. Oggi gli ospiti sono una ventina
Fabrizio Tummolillo
|1 ora fa

Trentacinque anni fa, il 27 novembre 1991, in località Cassolo di Arcello, poco sopra Pianello Valtidone, veniva inaugurata la comunità pedagogico riabilitativa Papa Giovanni XXIII. In una vecchia cascina circondata da 18 ettari di frutteti, boschi e prati, undici ospiti inviati dai Sert (i Servizi per le tossicodipendenze del Servizio sanitario nazionale) dell’Emilia Romagna e di altre regioni si dedicavano ai primi lavori di sistemazione di una struttura che ancora oggi accoglie persone in cerca di un’opportunità per rifarsi un’esistenza.
La comunità è gestita dalla cooperativa sociale Famiglia Nuova, fondata nel 1981 da don Leandro Rossi, un sacerdote lodigiano laureato in teologia morale e diritto canonico che ha speso la propria vita per l’accoglienza. Nel 1979, con una decisione che gli causò non pochi problemi da parte della curia, aprì le porte della canonica di Cadilana presso Lodi a un ragazzo tossicodipendente, il primo di migliaia di persone accolte nei centri che aprirà negli anni a seguire.
Attualmente gli ospiti della comunità Papa Giovanni sono una ventina: la gran parte di loro sta seguendo misure alternative al carcere con progetti individualizzati per reinserirsi nella società una volta scontata la pena.
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