Allarme chat e minacce di disordini: scattano le restrizioni negli istituti superiori
Sospese le uscite didattiche e chiuse le palestre per motivi precauzionali in alcuni istituti
Redazione Online
|2 ore fa

Cresce l'allerta attorno ai messaggi anonimi circolati nelle chat studentesche in merito a potenziali disordini in città. Un tam tam che, va sottolineato, non trova comunque riscontri. In attesa dei necessari chiarimenti e delle valutazioni in corso da parte delle forze dell'ordine, il mondo scolastico piacentino ha adottato immediate misure precauzionali per tutelare la sicurezza di studenti e personale.
Attraverso apposite disposizioni interne per la giornata di martedì 20 ottobre, è stata stabilita la sospensione di tutte le attività che comportano l'uscita dagli edifici scolastici. I provvedimenti emergenziali bloccano le uscite didattiche esterne, vietano temporaneamente lo spostamento dei ragazzi tra le diverse sedi dei complessi scolastici e impongono la chiusura totale delle palestre. Le restrizioni interessano in modo particolare storici istituti superiori cittadini, tra i quali Gioia, Romagnosi e Colombini, dove l'accesso ai locali sportivi rimarrà interdetto fino a nuovo ordine.
Anche numerosi sindaci piacentini hanno inviato messaggi alla popolazione: "In queste ore stanno circolando messaggi che inviterebbero alcuni giovani a partecipare, nei prossimi giorni a Piacenza, ad azioni di violenza e vandalismo. Le forze dell’ordine sono già al corrente delle chat e stanno monitorando la situazione. Al momento, a Piacenza non risultano conferme concrete di quanto viene diffuso in quei messaggi. Questi appelli sembrano voler soprattutto creare allarme e intimorire studenti e famiglie, facendo leva sugli episodi avvenuti in questi giorni nelle grandi città. Siamo in contatto con la Prefettura e le Forze dell’ordine. Vi aggiornerò tempestivamente se dovessero emergere ulteriori notizie".
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco lodigiano di San Rocco al Porto, Matteo Delfini, condannando fermamente i messaggi virali diffusi nelle chat giovanili tra Lodi, Cremona e Piacenza. Il primo cittadino ha liquidato i testi come un «maldestro atto di terrorismo» mirato esclusivamente a seminare il panico tra le famiglie, confermando comunque che le lezioni sul territorio si svolgeranno regolarmente.
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