Il trionfo del Nero di Pecorara: «Abbiamo creato una filiera»

Alla Rassegna, il sindaco Albertini ripercorre le tappe del progetto. Premiati un tubero da 120 grammi e un porcino da oltre un chilo e mezzo

Fabrizio Tummolillo
|1 ora fa
Il banco di un tartufaio e, dall’alto, i premi al miglior nero, al porcino da oltre un chilo e mezzo e al miglior bianco Foto TUMMOLILLO
Il banco di un tartufaio e, dall’alto, i premi al miglior nero, al porcino da oltre un chilo e mezzo e al miglior bianco Foto TUMMOLILLO
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Un marchio di denominazione comunale (la De.co.), un centro di raccolta, un marketing che ne riporta il logo su magliette, cappelli e borracce e ora una tartufaia didattica: la 35esima edizione della Rassegna provinciale del tartufo andata in scena lunedì a Pecorara conferma le potenzialità per l’economia locale di questa eccellenza dell’Alta Val Tidone. Potenzialità, quelle del “Nero di Pecorara”, che cominciano a dare riscontri anche economici come rimarcato dal sindaco Franco Albertini al taglio del nastro.
«Nel 2014, durante un consiglio comunale all’aperto nel cortile dell’ex Consorzio agrario, votammo l’approvazione della De.co. - ha ricordato Albertini -. Da allora abbiamo costruito le basi di una filiera locale di questa e di altre eccellenze come la patata di Busseto, anch’essa de.co. Abbiamo aperto, primi in Italia, un centro di raccolta comunale e oggi il nostro tartufo è commercializzato sia ai privati sia a numerosi ristoranti della provincia».
Un riscontro sottolineato anche dal ministro Tommaso Foti («Non era scontato arrivare a un simile risultato»), arrivato a sorpresa, e dai numerosi visitatori che hanno affollato le vie del paese nonostante un tempo incerto e qualche (pur se rada) goccia di pioggia.